Giovane Giovane

I figli degli altri

2022 (PeerMusic) | pop

Che bello il tuo mare
Che bello sparire restando noi stessi
("I figli degli altri")

Uno scirocco leggero. Lo stupore per le piccole cose che muta in note gentili, tra pulsioni educate e melodie appese in terrazzo, ferme ad asciugarsi al sole.
Sono alcune sensazioni sparse mentre scorre la musica di Giovane Giovane, cantautore livornese e romano d'adozione. Un cantastorie allegro ma non troppo. Di certo musicista garbato. E paroliere sincero. Il suo pop è infatti essenziale, immediato. Ma mai scontato. E soprattutto senza scadenze a breve termine.

“I figli degli altri” nasce, come dichiarato in sede di presentazione, “dall’esigenza di unire le caratteristiche del pop italiano con sonorità di derivazione internazionale da un lato e la necessità di mantenere una produzione che tenesse insieme le varie reference in modo omogeneo dall’altro”.
Certo, ascoltando “Canoe” viene in mente un simpatico incontro tra Weeknd e un cantautore pop italiano a caso dei 90. Insomma fate un po’ voi, la scelta è ampia e siete liberi di spaziare.

Prende vita dunque un incrocio di suggestioni inedito, (av)vincente. “Quello che vuoi” è, ad esempio, salsedine sulla pelle. Sound da juke-box negli anni d’oro dei gettoni e parole che non esibiscono mai quella spocchia vuoto a rendere, tutt’altro: Giovane Giovane immagina possessioni, abbracci profondi; elogia spesso la lentezza. E ci riesce parecchio quando le canzoni prendono una piega acustica, tra chiaroscuri, arpeggi mesti e un ritornello d’amore che rievoca in qualche modo Elliott Smith; così come quando unisce le due “cose” in “Gioielli”, una di quelle ballate che farebbero gola alle programmazioni radiofoniche in un mondo ideale e meno banale.

“Non andare via” è, al contrario, forse troppo melensa e “prevedibile” per meritare lo stesso trattamento. Ma è comunque una buona canzone, per dirla facile e senza troppi panegirici. Molto meglio la title track, eighties e ascensionale quanto basta per sognare un’estate felice, da vivere senza snaturarsi troppo. La calda stagione torna anche in “Qualcosa di buono”, altra ballatina romantica e scarna al punto giusto, con la tastiera morbida in appoggio.
“Vediamo se è vero che nasce qualcosa di nuovo”, si chiede Giovane Giovane. Intanto, qualcosa di veramente buono è uscito fuori da questo suo disco. Il che non è affatto poco. Visti soprattutto i tempi di magra e le tante illusioni imposte dal labirinto di specchi del cantautorato pop italiano 3.0.

(05/05/2022)

  • Tracklist
  1. Buio
  2. Canoe
  3. Cattedrali
  4. Gioielli
  5. I figli degli altri
  6. Milioni
  7. Non andare via
  8. Qualcosa di buono
  9. Quello che vuoi
  10. Tuoni


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