Hocico

HyperViolent

2022 (Out Of Line) | dark-electro, industrial

Durante la seconda metà degli anni Novanta, realtà come :Wumpscut: e Suicide Commando in Europa oppure Hocico in Messico (il monumentale “Sangre Hirviente” risale al 1999), stavano cominciando a marchiare con il fuoco il linguaggio delle sonorità electro-industrial. Non a caso, con l’avvento del nuovo secolo, tale sound spiccherà definitivamente il volo nei club più oscuri, ispirando a sua volta decine e decine di progetti provenienti da tutto il mondo (con conseguente esplosione della sempre più aspra e aggressiva corrente harsh-ebm).

Oggi i tempi sono cambiati, eppure il duo messicano non sembra intenzionato a deporre le armi. “HyperViolent” atterra a tre anni di distanza dal modesto “Artificial Extinction”, riportando gli Hocico su livelli più che apprezzabili. La buona partenza di “Broken Empires” (un singolo dal beat controllato ma soffocante) funge soltanto da biglietto da visita, in attesa delle migliori cartucce da sparare: tre per l’esattezza, “Acts Of Aggression” (armata di una bassline acida e incalzante), “Un Sepulcro Sin Cadaver” (atmosfere da cinema horror per uno dei migliori episodi strumentali mai scritti da duo) e l’ottima “What Are Nightmares Made Of?”, l’ennesimo viaggio senza ritorno nei meandri più cupi e inquietanti della musica elettronica alternativa.

Le vocals distorte di Erk Aicrag e i sintetizzatori da incubo di Racso Agroyam disegnano ancora una volta dei paesaggi neri come la pece, visioni come al solito influenzate da un background culturale figlio del Messico più macabro e allucinato (“Lost World” è una botta di morte da dancefloor apocalittico).
Tuttavia, come già accaduto nel recente passato, c’è anche il desiderio di imboccare nuove strade: se da un lato “Backstabbers” estremizza la lezione dei Prodigy senza grossi scossoni, la cover dei Ministry “N.W.O” e l’esperimento metal-oriented di “Crown Of Knives” si rivelano alquanto fuori contesto (tali soluzioni avrebbero funzionato meglio nel side-project di Erk, Rabia Sorda). Infine, ulteriori contaminazioni trovano spazio nella traccia bonus “Weapons Of Resistance” (l’ospite di turno Aaron Matts duetta con Erk in un curioso diversivo dalle sfumature horrorcore).

In definitiva, “HyperViolent” non aggiunge molto alla carriera di questi storici esponenti della dark-electro. Sono proprio i tentativi di rinnovamento a non colpire perfettamente il bersaglio, al contrario di una manciata di brani vecchio stile decisamente validi. Mantenendo basse le aspettative, ci possiamo dunque ritenere soddisfatti.

(24/04/2022)

  • Tracklist
  1. When The Trumpets Of Hate Blow
  2. Broken Empires
  3. Acts Of Aggression
  4. Un Sepulcro Sin Cadaver
  5. What Are Nightmares Made Of?
  6. Hacked Society 
  7. El Jardin De Las Locuras
  8. Backstabbers
  9. Lost World
  10. Black Reflection
  11. N.W.O.
  12. Crown Of Knives
  13. Peccata Mundi


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