Jasdeep Singh Degun

Anomaly

2022 (Real World) | ethno, hindi, neoclassical

Non ha il carattere dell’eccezionalità la pubblicazione di un album di musica indiana per la Real World, etichetta che proprio della multiculturalità è stata bandiera negli anni d’oro della febbre etno-world. Quel che differenzia “Anomaly” da altre operazioni similari è la visione d’insieme del progetto, radicato nella cultura e nella tradizione indiane e nello stesso tempo proiettato in una dimensione colta e musicalmente ambiziosa. Non un semplice remake di cliché e suggestioni, né un’operazione di restyling a base di contaminazioni (la Real World ha in questo senso già dato con l’eccellente progetto dei Joi), ma un audace tentativo di consolidare un fronte culturale già parte dell’immaginario occidentale, attraverso una sublimazione tecnica, compositiva ed espressiva.

 

Jasdeep Singh Degun ha coltivato la passione per la musica già da ragazzino, all’età di 15 anni ha intrapreso lo studio del sitar sotto la guida di Ustad Dharambir Singh, alternando la musica alla frequentazione dell’università. Ed è grazie a una borsa di studio di Sky Art che è iniziata la lunga avventura, durata sei anni, trascorsi tra ricerca e collaborazioni importanti, dalla quale è nato “Anomaly”. Ad accompagnare Degun in questo cammino, oltre a David McEwan al banco di regia, il pluripremiato produttore e compositore Nitin Sawhney, perfetto esegeta della volontà del musicista di coinvolgere parte dell’intellighenzia musicale indiana di stanza in Inghilterra (Degun è nato a Leeds).
La fusione tra strumenti acustici ed elettronica di Jasdeep Singh Degun mostra affinità elettive con alcune opere di Vangelis. Neoclassica e suggestioni cinematografiche donano linfa creativa alle limpide e malinconiche sonorità della title track, alle struggenti e melodicamente possenti armonie adagiate su un letto d’archi di “Veer”, o alle cadenzate e cicliche note di piano, accarezzate dal flauto e dal sitar in “Ulterior Motives”.

E’ comunque un ricco mosaico quello offerto da “Anomaly”. Le tinte forti delle modulazioni ritmiche di “Enigma 7.5” e la fusione tra elettronica e tablas della travolgente “Rageshri” si alternano all’intensa e malinconica “Nadia” (brano di Sawhney e unica cover del disco) e all’omaggio a Ravi Shankar che si cela dietro la più meditativa “Undertow”.
Pur con tanta carne al fuoco, Jasdeep Singh Degun tiene a bada vanità ed egotismo tecnico, lasciandolo fluire il suono su scale ethno-jazz che sembrano uscire da una delle pagine più belle di Pat Metheny (“Translucence”) o asservendolo al lungo raga di “Mahogany”.

“Anomaly” è un’opera corale. Il musicista affida, senza timore alcuno, il sano romanticismo di “Sajanava” alle voci di Debipriya Sircar e Yarlinie Thanabalasingam e il penetrante minimalismo di “In Search Of Redemption” al vorticoso incastro tra piano e tablas. L’esordio di Jasdeep Singh Degun forse non troverà posto ai vertici delle classifiche di fine anno, ma sarà senza dubbio uno dei guilty pleasure di molti incalliti rockettari.

(21/06/2022)

  • Tracklist
  1. Anomaly
  2. Veer
  3. Translucence
  4. In Search Of Redemption
  5. Sajanava
  6. Enigma 7.5
  7. Undertow
  8. Rageshri
  9. Ulterior Motives
  10. Nadia
  11. Mahogany
  12. Redemption (Reprise)




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