Kampfar

Til Klovers Takt

2022 (Indie Recordings) | black metal

“Til Klovers Takt” è il nono album in studio realizzato dai Kampfar, il quinto con Ole Hartvigsen alla sei corde (lo storico ex-chitarrista Thomas Andreassen non fa più parte del progetto da una dozzina di anni). Se è vero che qualche sparuto nostalgico ancora rimpiange il vecchio corso della band (i primi lavori hanno scritto la storia del black metal), c’è da dire che anche le uscite più recenti hanno messo in luce una qualità generale ben al di sopra della media.

 

Gli occhi cadono immediatamente sulla splendida copertina del disco, una danza pagana presa in prestito da un dipinto di Heinrich Bürkel (1802-1869). Le basi concettuali del gruppo norvegese restano dunque intatte, ma la sostanza oggi è sempre più lontana dall’epica vichinga degli albori: Dolk (fondatore nonché vocalist dei Kampfar) lascia sempre correre il suo indomabile spirito norreno, plasmandolo tuttavia attraverso un’inevitabile evoluzione stilistica, sulla scia di un percorso cominciato proprio durante lo scorso decennio (più che con il trascurabile “Mare”, è con “Djevelmakt” che i Kampfar hanno inserito una marcia superiore).

“Til Klovers Takt” è un album maturo e compatto, capace di non perdere mai di vista il suo obiettivo principale, perché i Kampfar - a differenza di alcuni vecchi colleghi spesso indecisi sulla strada da percorrere - hanno sempre avuto le idee molto chiare. Non a caso, pur con lo sguardo rivolto al presente, l’intera scrittura del disco trae ispirazione dal primissimo brano composto (ormai ventotto anni fa) dalla band, a simboleggiare quella voglia di non voler mai rinnegare le radici più profonde. Una coerenza baciata dalle fiamme più alte e scoppiettanti.

 

Le atmosfere crude e arcaiche di “Lausdans Under Stjernene” supportano a dovere la succitata tesi, anche se è con la successiva “Urkraft” che i norvegesi sputano fuori tutta la loro primordiale drammaticità, una sensazione poi avvalorata dai nove minuti scarsi di “Rekviem”, l’episodio più completo dei sei in scaletta: in questo caso, è l’intensità strumentale a spiccare il volo, per un crescendo in cui si rincorrono sfuriate improvvise e imperiosi break di arcana solennità. Una miscela di ingredienti che funzionano a dovere e che ribadiscono l’importanza di un progetto ancora pieno di risorse.

(14/11/2022)

  • Tracklist
  1. Lausdans Under Stjernene     
  2. Urkraft      
  3. Fandens Trall      
  4. Flammen Fra Nord        
  5. Rekviem    
  6. Dødens Aperitiff


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