Lexie Liu

The Happy Star

2022 (Self-released) | electropop, mandopop, hyperpop

La realtà è che di gente che viva la musica pop come Lexie Liu attualmente ce n'è davvero poca. Gente che la tratti col rispetto e la conoscenza che le compete, che ne apprezzi l'audacia e gli impulsi creativi, che abbia dalla sua la voglia di rischiare, anche a costo di prendere qualche sbandata collaterale. Certo, essere liberi di poter gestire la propria carriera musicale senza condizionamenti esterni aiuta non poco, ma non prescinde dal dover disporre della giusta sensibilità, di una polivalenza che la popstar cinese ha dimostrato ripetutamente di avere in ampia misura, e che in “The Happy Star” si consolida in un progetto di più ampio respiro.
Influenzato dagli arcani maggiori dei tarocchi (ogni canzone viene associata a una carta diversa), l'album, nuovamente autoprodotto, fa sua l'esplosiva versatilità stilistica di “Gone Gold”, stringendo i nodi che ne legano gli esiti a hyperpop e rock. In questa fucina sonora e linguistica (oltre al cinese mandarino e l'inglese, fa capolino anche lo spagnolo) Liu si muove svelta, efficace, affronta il concept con tutta la convinzione necessaria, approntando un'avventura costruita di tutto punto. Le sbandate, in fondo, fanno parte dell'esperienza.

Curiosa, sì avvinta da synth e programming nell'approccio sonoro generale ma sempre in prima linea nell'attribuire la giusta personalità a ogni singolo brano, Liu imprime un ulteriore giro di vite al suo già ricco armamentario produttivo, in un dialogo aperto tra epoche e contesti che si riverbera anche nei tratteggi lirici. Più riflessiva, filosofica nel suo discutere di destino, iniziativa, routine ed evasione, l'autrice sfrutta l'impalcatura concettuale per costruire un autentico diario, retto su rapidi scatti di tono e umore, mai però sovraccarichi o troppo su di giri. È padrona del suo destino, Lexie Liu: in “Fortuna” lo spiattella muovendo la ruota della sorte senza timore o ritrosie, aggredisce piuttosto lo spazio circostante col fare di una Grimes, se possibile ancora più energizzata, electro virata hyper capace di mostrare pure un curioso quanto elettrizzante lato dark.
Il viaggio per gli arcani acquisisce ulteriore imponenza, col secondo singolo, “Magician”, ad avvalersi pure di una maestosa apertura da opera d'altri tempi, prima di avviare i motori e lanciarsi in una corsa a perdifiato, tanto debitrice della più scafata house di fine secolo che della nostalgia al neon di Lazerhawk e consimili progetti outrun.

Stimoli alt-dance, altezza Phoenix/Lcd Soundsystem, vengono rielaborati alla luce di una spiritosa attitudine punk-pop in “3.14159” (la voce filtrata a simulare un infantilismo tutto energia e luce), il diavolo tentatore si manifesta in “Diablo” attraverso una ruvidità industriale finora inesplorata con una simile grinta, un'attitudine rabbiosa che cattura appieno il rifiuto di cadere vittima delle gratificazioni istantanee.
Anche ad abbassare i toni e a lasciarsi cullare dall'atmosfera, il gioco vale decisamente la candela: “Gaia” è pura estasi mando-ambient, riflessione eterea (pienamente in linea con la temperie downtempo di fine anni Novanta) dal tocco spirituale, una comunione col divino che attraversa il mondo intero. È nei momenti che più guardano al mondo hip-hop che si perde l'equilibrio (“Bad Dream” ha pure una toccante interpretazione, ma i triplet trap ne banalizzano totalmente l'articolazione) e forse certe sponde caraibiche avrebbero giovato di una migliore compattazione (“RRR”, il vero outlier della collezione), eppure anche così rimane sempre presente il polso, la conduzione di una musicista che passo dopo passo ha tirato fuori tutto il proprio carattere.

 

Senza confusione, senza timore di confondere le acque tra le sue tante influenze, con “The Happy Star” Lexie Liu consolida il suo posto tra le più affascinanti voci pop degli anni Venti.

(24/01/2023)

  • Tracklist
  1. Fortuna
  2. Dance Dance
  3. 3.14159
  4. Ganma
  5. Magician
  6. Diablo
  7. Mira
  8. Gaia
  9. Bad Dream
  10. RRR
  11. I Wanna Tell U
  12. Shanti




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