Lightning In A Twilight Hour

Overwintering

2022 (Elefant) | alt-pop

Field Mice, Northern Picture Library, The Occasional Keepers, Trembling Blue Stars: per quanto Bobby Wratten provi a cambiar nome alle sue creature, la sua musica resta abilmente in bilico su quel sottile confine tra malinconia e mestizia, in perenne attesa di quel bagliore di luce, di quel flebile alito di vita che ad ogni incontro ridona l’intensità e l’emozione di un primo appuntamento.

Lightning In A Twilight Hour è solo l’ultima metamorfosi del musicista inglese, una storia iniziata sette anni fa, dopo aver salutato l’avventura con i Trembling Blue Stars con l’ennesimo, perfetto racconto dell’imperfetto mondo dei sentimenti: “Fast Trains And Telegraph Wires” .
Le voci di Anne Mari Davies e Beth Arzy sono nuovamente protagoniste delle fatate ballate dream-pop impregnate di morbida e vellutata psichedelia, di elettronica dal timido passo dance-pop e da residui shoegaze che alfine snaturano il suono delle chitarre per una velata smania chamber-pop.

“Overwintering” è l’ennesimo capitolo di una storia senza fine. Il fido Ian Catt è tornato a tessere le migliori stoffe per le nuove creazioni di Wratten: le undici canzoni non sono capitoli di un’altra fugace relazione tra vecchi amanti, ma la rinascita della passione più autentica. Un atto d’amore per una musica che decanta la malinconia inseguendone l’evoluzione terrena.
Tutto vecchio e tutto nuovo, in fin dei conti, ma quanta incantevole magia nel pastorale intreccio di mandolini, chitarre e harmonium di “White, Upon Your Grave” e quanta voglia di graffiar via il passato per sperimentare una diversa forma di hauntology in “The Cinematographer As Painter”.
“Overwintering” più che un disco è un incantesimo, un luogo nel quale perdersi per riscoprire le delizie della fisicità dream-pop prima dell’apocalisse noir (“Her Own Refrain”). Wratten rinnova antichi ardori minimal-pop con una maturità e una consapevolezza che ben si addicono a un esperto viaggiatore dell’animo umano, quasi un moderno capitano Achab alle prese con strane creature marine (“Delphinium”).

Già dalle prime pigre note di “Lincoln Green” il nuovo album dei Lightning In A Twilight Hour svela tutta la sua potenza lirica e la propria perfezione armonica. Anche le pagine più familiari e confortevoli sono baciate da un’ispirazione che non lascia spazio a dubbi e incertezze (“Leaf Fall Is Over”).
Riscoprirsi innamorati delle ovattate ballate di Bobby Wratten non è mai stato così facile, sia quando il musicista lambisce i confini psych-folk dei Galaxie 500 (“Perfumed Meadows Of May Snow”), sia quando l’incanto sonoro ruba flauti, voci angeliche e cristallini accordi di chitarra a un passato che credevamo ormai patrimonio dei collezionisti di rarità in vinile (“In Sacred Groves Of Hawthorn”). 

Dopo tanta grazia, è lecito attendersi un finale mesto e interlocutorio, un passaggio quasi necessario dall’ispirazione alla routine. E’ in tal senso ingannevole il crepuscolare e quasi statico dialogo tra piano, canto e cori femminili di “Natural Light”, ennesimo frammento quasi cinematografico di un racconto dal tono più letterario che poetico.
Il delicatamente tribale suono delle percussioni, che introduce i lucenti riverberi di “Slow Motion Spirit“, annuncia la soluzione del mistero di “Overwintering”: il sogno si è trasformato in speranza, la malinconia è stata affievolita dal ricordo, la stanchezza è ora anticipatoria della calma e della pace.
La dolce ninna nanna di “Don't Let The Times Define You” mette infine il cuore a riposo, e grazie a Bobby Wratten ritorniamo un po’ tutti a sognare.

(17/04/2022)

  • Tracklist
  1. Lincoln Green
  2. Delphinium
  3. Leaf Fall Is Over
  4. Perfumed Meadows Of May Snow
  5. The Cinematographer As Painter
  6. Her Own Refrain
  7. In Sacred Groves Of Hawthorn
  8. White, Upon Your Grave
  9. Natural Light
  10. Slow Motion Spirits
  11. Don't Let The Times Define You
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