Nomi Ruiz

Hi-Def Femme

2022 (Autoprodotto) | alt-latin-pop, r&b, hip-hop

S’è fatto un gran parlare sulle identità di genere nel corso dell’ultimo quinquennio; quella che un tempo era una questione per pochi emarginati è diventata scottante merce comune, soprattutto nei luoghi del pensiero virtuale, dall’Accademia agli studi di Fox News, alle Olimpiadi e ai bagni pubblici. Un polverone opinionistico continuamente esasperato ovunque, dalla rivelazione di Caitlyn Jenner alle diatribe di Dave Chappelle e J.K. Rowling. Peccato solo che, nel mezzo della cosiddetta “transgender issue”, siano spesso rimaste zittite proprio le voci della comunità direttamente interessata, trattate al massimo come pedoni sulla scacchiera del gioco alla guerra culturale.

 

Nomi Ruiz esordiva nel 2005 col mixtape “Lost In Lust”; erano tempi non sospetti, eppure la ragazza era già tanto disinibita circa la propria identità quanto desiderosa di poterla trascendere con la forza della sua arte. Ma l’industria discografica non ne ha affatto condiviso l’opinione; l’esperienza con i primi Hercules & Love Affair e poi la fondazione del progetto Jessica 6 le hanno inizialmente aperto qualche porta, ma s’è trattato di briciole e la sua carriera non ha mai incontrato i favori del pubblico. Quasi vent’anni più tardi, e con una lunga attività non solo al microfono ma anche come modella, dj e attrice di cinema e teatro, Nomi rimane appannaggio di pochissimi eletti.

L’ironia è che, al netto dell’opinione circa la legittima esistenza o meno della sua identità, Nomi Ruiz un talento ce l’ha davvero: una musicalità raffinata e genuina, un orecchio stilisticamente onnivoro e una voce calda come burro fuso. “Hi-Def Femme” è il tanto atteso album di debutto ufficiale rilasciato a proprio nome, il che fa strano se si considera da quanto tempo l’autrice sta in giro.
Ma stavolta Nomi s’è stancata di fare da contorno; apre l’ascolto un esplicito confronto parlato da Anohni, amica di lunga data e collega fidata – le due si erano incontrate sull’esplosiva “Prisoner Of Love” ormai un decennio fa.
Ma è giusto notare che la politicizzazione dell’identità di Nomi è più incidentale che altro, la reazione a una società che ha deciso il suo valore a priori senza darle modo di esprimere un’opinione – e se non è direttamente colpa di lei, sono i suoi amanti a trovarsi posizionati in una difficile zona grigia. L’ipnotico singolo “Be Your Girl” mette in mostra il vero prezzo da pagare per una vita spesa ai margini, anche se il momento più disarmante della raccolta si incontra con “Someone To Hold”: un pugno allo stomaco che mette a tacere ogni possibile deriva woke in favore di una struggente umanità consumata con dolore e passione.

 

Ma da verace newyorkese col sangue latino e la lingua svelta, Nomi, nella sua musica, non è solo animata dal dramma interiore; la scoppiettante base hip-hop dell’aggressiva “Alphabet City”, la languida sfrontatezza del vecchio singolo “Cocaino” e l’insistente pulsazione sintetica di “Didn’t I Kill You” arrivano dritte all’ascoltatore come schegge di vita vissuta impacchettate dentro ruvide ma eccitanti nevrosi metropolitane. Un bel contrasto emotivo, se raffrontato al suggestivo noir-jazz dell’altro singolo “Sailing” che si snoda come un solitario canto di sirena persa tra l’asfalto dei grattacieli e a tratti ricorda i pallidi languori della collega Martine.

 

Manca forse a “Hi Def-Femme” quel fascino evanescente che aveva reso così suggestivi i solchi di un altro mixtape come “Borough Gypsy”; ma la scrittura di Nomi è sempre a fuoco e le intepretazioni vocali continuano ad arrivare dirette al cuore della canzone senza fronzoli. Basti ascoltare la densissima title track: una schietta dichiarazione d’intenti con cornici dub e rifinita dal toastin di Trace Lysette in un tripudio invero incompromissioriamente femme in ogni declinazione del termine.
Tra qualche base anni Novanta, sfondi urbani e ricordi autobiografici sempre a fior di pelle, Nomi riporta tutto alla natìa New York e “Hi Def-Femme” continua a illustrare il percorso di un’artista indipendente che non ha alcuna intenzione di arrendersi. Peccato che gli ascoltatori siano sempre troppo pochi.

(09/11/2022)

  • Tracklist
  1. Essence feat. Anohni
  2. Hi-Def Femme feat. Trace Lysette
  3. Cardboard Box
  4. Cocaino
  5. Alphabet City feat. Nems
  6. The First Time
  7. Someone To Hold
  8. Shopping Cart
  9. Sailing feat. Ilhan Ersahin
  10. Rikers Island
  11. Be Your Girl
  12. Company
  13. Woman You Were
  14. Didn't I Kill You
  15. Let's Talk In the Rain




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