Rosalie Cunningham

Two Piece Puzzle

2022 (Cherry Red) | folk-rock, prog, psych

L’ardita e fantasiosa formula magica di folk-prog-rock di Rosalie Cunningham torna a turbare i sogni di noi incauti ascoltatori. Ancora una volta l’ex-voce dei Purson mette in scena un album emotivamente forte e intelligentemente eccentrico, non privo di una grottesca vena psichedelica dalle inflessioni teatrali e lievemente goth.

Con “Two Piece Puzzle” l’artista non prova a capitalizzare le buone intuizioni dell’esordio solista; al contrario, getta tutto nel caos con la complicità del compagno di vita e d’arte Rosco Wilson. Il nuovo album di Rosalie Cunningham è un ricco contenitore di idee e fulgide intuizioni, dieci tracce che non conoscono tregua e relax, dieci funamboliche divagazioni a base di folk medievale, riff chitarristici hard-rock, contaminazioni blues, graffi psichedelici a base di fuzz guitar e pregevoli dettagli strumentali, contraddistinti da una verve glam e vaudeville che alterna Queen, Beatles e 10cc (quest’ultimi citati a piene mani nella breve “The War”).

Autentico tour de force creativo, “Two Piece Puzzle” è solo sulla carta un disco meno incisivo e più impegnativo del precedente, come Alice nel paese delle Meraviglie, l’autrice si muove spavalda tra colorate e sgargianti citazioni degli anni 70. Inutile soffermarsi sulle tante esuberanze ed esotismi che contaminano e alterano il pregevole tessuto sonoro: i sensuali arabeschi di “Tristitia Amnesia”, il morbido tocco acid-folk di “God Is A Verb” e la teatralità folk-prog di “Donny Pt. Two” non sono capricci di stile, ma argomentazioni musicali contestuali alla narrazione del progetto.
Tutto concorre alla profonda coesione di un album perfettamente calibrato: destrezza e virtuosismo esaltano la struttura strumentale (la quasi ouverture da rock-opera di “Start With The Corners”), mentre la sapiente scrittura regala più di un momento di autentica estasi creativa, con almeno un paio di canzoni da salvare nel pur affollato canzoniere dell’anno in corso.

I quasi sei minuti di “Donovan Ellington” sono un’opera d’arte: un riff chitarristico introduce un’estatica sequenza di cambi armonici e di stile concentrandoli in un’ipotetica mini-sinfonia metal-folk che si bagna nel fiume della psichedelia, del prog e della tradizione country e folk (al violino Ric Sanders ex-Fairport Convention), facendo vibrare le corde più sensibili dell’art-rock.
Meraviglie psichedeliche, blues e jazz-lounge fanno brillare l’altrettanto fantasiosa “The Liner Notes”, brano che nel corpo centrale svela una leggiadria pop degna dei Beatles. E in questa apparente distonia è racchiuso anche il fascino di “Duet”, un pop-rock psichedelico cantato in coppia con Rosco Wilson che mette in fila la teatralità dei Queen, l’humour dei Kinks e le grazie del glam-rock.

Pur senza inventare nulla di nuovo, “Two Piece Puzzle” è un album graziato da un’imprevedibilità ignota a molti album contemporanei. Il blues-rock di “Scared Of The Dark” stimola le papille gustative sia dei fan degli Spirit che di quelli dei Led Zeppelin, l’Irish mood del bizzarro e cabarettistico folk-pop di “Donny Pt. Two” dona brio e leggerezza, e il frenetico susseguirsi di riff e break ritmici e chitarristici di “Suck Push Bang Blow” sorprende per la notevole coesione.
Album musicalmente simile alle montagne russe, “Two Piece Puzzle” ha nella padronanza strumentale e nelle qualità vocali di Rosalie (evoca sia Grace Slick che Aimee Mann) i veri punti di forza di un progetto ricco di spunti, non ultimi i due brani pubblicati in precedenza su un 7 pollici ed inseriti nel cd come bonus track (la ballata alla Kate Bush “Number 149” e l’esotico folk-rock “Fossil Song”).

Forse non per tutti, il nuovo album di Rosalie Cunningham è una delle pagine più ammalianti e lussuose che ascolterete quest’anno. A voi la scelta. 

(30/05/2022)

  • Tracklist
  1. Start With The Corners
  2. Donovan Ellington
  3. Donny Pt. Two
  4. The War
  5. Duet
  6. Tristitia Amnesia
  7. Scared Of The Dark
  8. God Is A Verb
  9. Suck Push Bang Blow
  10. The Liner Notes
  11. Number 149 (bonus track)
  12. Fossil Song (bonus track)




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