Satyricon

Satyricon & Munch

2022 (Napalm) | neoclassical, experimental

Quello tra la pittura scandinava e il black metal norvegese è un legame che parte da molto lontano. Già verso la metà degli anni Novanta, quotati progetti come Burzum e Carpathian Forest utilizzarono come artwork alcune opere di Theodor Kittelsen, uno degli artisti più gettonati dall’intero movimento. Allo stesso tempo, si poteva azzardare un’affascinante parallelo tra l’urlo presente sulla copertina di “Transilvanian Hunger” dei Darkthrone e quello del celebre dipinto di Edvard Munch, in una sorta di passaggio di consegne spirituale tra passato e contemporaneità. Nel 1997, toccò invece ai Solefald, i quali omaggiarono l’artista figurativo Odd Nerdrum per il loro debut “The Linear Scaffold”.

 

Nel frattempo, Munch ha continuato a ispirare moltissima gente: se i ruvidi 1349 hanno persino realizzato un Ep in suo onore (“Dødskamp”), i Satyricon non sono stati da meno per il loro recente “Deep Calleth Upon Deep” (2017), sulla cui cover campeggia dødskyss, ovvero il bacio della morte. Questo matrimonio artistico si è ulteriormente concretizzato attraverso una mostra ideata proprio dal Munch Museum di Oslo, un’esperienza audiovisiva aperta al pubblico fino al ventotto agosto del 2022.

Il lungo brano strumentale qui proposto (cinquantasei minuti di durata) nasce per accompagnare questa particolare esibizione artistica, ma esce anche per colmare la curiosità dei tanti seguaci della band. Senza le immagini, “Satyricon & Munch” perde logicamente buona parte del suo significato, nonostante sia possibile calarsi con la mente nell’angoscia e nella drammaticità di alcune pregevoli opere del pittore norvegese.
Alternando oscure orchestrazioni, sprazzi dark-ambient e sporadici riff di chitarra, il lavoro scivola via lasciando discrete sensazioni e qualche piccolo rimpianto (i sintetizzatori sono utilizzati con il contagocce, peccato). A tal proposito, è possibile accostare “Satyricon & Munch” al più corposo (ed estroso) “Messe I.X-VI.X” degli Ulver, al di là di una palese differenza qualitativa tra le due release, anche a livello di arrangiamenti.

L’ambizioso tentativo di Satyr e Frost si può dunque ritenere moderatamente riuscito, soprattutto se apprezzato attraverso l’esperienza museale, un complemento basilare per accendere i concetti e le suggestioni di questa tetra nonché interminabile composizione.

(22/06/2022)

  • Tracklist
  1. Satyricon & Munch


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