TAUT

TAUT

2022 (autoprodotto) | folktronica, trip-hop

Ricreare i battiti e le pulsazioni, i dettagli ma soprattutto le sensazioni dell’elettronica attraverso musica totalmente suonata dal vivo, con il solo ausilio di loop analogici a sorreggere le impalcature di violoncello (Alice Micol Moro), violino (Valentina Soligo) e chitarre (Fabio Santarossa), questo l’obbiettivo dei triestini TAUT, formazione che giunge oggi all’esordio omonimo dopo che i suoi membri hanno maturato importanti esperienze nell’underground italiano al fianco di nomi quali Baustelle, Non voglio che clara e Sick Tamburo.
Già dalle premesse TAUT si presenta con un progetto estremamente interessante ed il tutto è reso ancora più avvincente dal fatto che il trio tenta di portare avanti questa curiosa miscela di strumenti e attitudine lavorando sulle dinamiche della canzone italiana.
 
TAUT si apre sulle note della minacciosa chitarra che costituirà il substrato principale di “Le Domeniche” prima che gli archi disegnino linee funeste e ombrose e le voci congiunte di Fabio e Alice intonino una nenia ipnotica. “Qui con me” ci accompagna tra le mura di un vecchio palazzo asburgico dimenticato in qualche anfratto triestino per ballare con i fantasmi che lo abitano, mentre “Trieste” ci riporta tra le strade della piccola Vienna sul mare, che ci mostra tutta la sua austera malinconia nascosta.
È un viaggio tra epoche e sentimenti che finiscono sempre per tornare al presente quello che imbastiscono i TAUT, che come la loro terra si muovono su più confini, tra elementi rubati al folk pastorale e ritmi bristoliani, sfumature classicheggianti e chitarre di raso elettrico.
L’utilizzo del beatboxing (sempre a cura di Santarossa, autore anche dei testi) per le componenti percussive fa sì che ogni singola ritmica contenga un afflato vitale e propulsivo unico, che anima gli scenari al limite del cinematografico evocati in pezzi come “Lulù” 
“SS13” presenta un’inattesa vena blues che richiama un altro grande esordio dell’anno in corso, quello del romano Cigno, niente di più diverso dai ritmi ossessivi di “A Colazione” più vicina ad alcune cose di Incani.
“Gemma” è uno sconsolato canto urbano, nonché uno degli highlight assoluti del lavoro, preludio perfetto per la chiusura affidata alla dolce e cullante “IQM”.

È un disco assolutamente peculiare e riuscito quello di questo atipico trio, che fa vedere ancora una volta come le grandi intuizioni non siano solo mera sperimentazione fine a se stessa quando si uniscono ad un songwriting ispirato ed efficace, capace di unire suggestioni di ogni tempo e luogo riunendole nella drammaticità e nelle istanze vitali dell’irripetibile momento in cui le si ascolta, nel qui e ora.

(29/07/2022)

  • Tracklist
  1. Le domeniche
  2. Qui con me
  3. Trieste
  4. Lulù
  5. SS 13
  6. A colazione
  7. Interludio
  8. Gemma
  9. I.Q.M.




su OndaRock
TAUT on web