The Monochrome Set

Allhallowtide

2022 (Tapete) | art-pop

Mai baciati dal successo e per molti versi anche dalla notorietà nei circuiti underground, i Monochrome Set rappresentano la più elegante anomalia dell’era post-punk. Anche ora che la band di Ganesh Seshadri, meglio conosciuto come Bid, ha raggiunto i quarantacinque anni d’attività, non si segnalano rivalutazioni critiche o encomi. Colpa forse di un aristocratico aplomb che ha sempre caratterizzato sia i testi che le sonorità dei nostri, troppo distaccati dalla futilità del quotidiano per poter far colpo tra i fan degli Smiths, poco avvezzi alla semplificazione pop per importunare la fama dei Divine Comedy, privi del fashion-look dei Pulp, nello stesso tempo eclettici e imprevedibili al punto da far sembrare Richard Hawley un noioso crooner.

Dopo un periodo di silenzio, anche i Monochrome Set hanno trovato asilo in una di quelle realtà discografiche attente a gruppi cult del ricco sottobosco post-punk e new wave, in questo caso la Tapete, autrice di altri importanti recuperi come i Jazz Butcher, i Telescopes, Louis Philippe e i Lilac Time.
Pur meritevoli, i precedenti quattro album, realizzati dai Monochrome Set per la casa tedesca, hanno ripristinato solo in parte la genialità e l’esuberanza della band. Con “Allhallowtide”, Bid e il fedele compagno di ventura Andy Warren catturano la magia degli esordi, grazie a una solida scrittura, ricca di fantasiose intuizioni e a un più convincente livello delle prestazioni vocali, merito anche della new entry Athen Ayren, tastierista e backing vocalist che ha ulteriormente rifinito le sfumature sophisti-pop della band.

L’eleganza elettroacustica di “My Deep Shoreline” e il travolgente climax pop-surf di “Hello, Save Me” sono tra le pagine migliori della band da vent’anni a questa parte, altresì le complesse trame folk-jazz di “In A Chapel Of Personal Design” e “I Servant”, nonché l’intensa poetica noir di “Box Of Sorrow” certificano l’attuale stato di grazia di Bid e allontanano ulteriormente il sospetto di un’operazione puramente nostalgica.
Disinvolti, perfettamente a loro agio in questa nuova formazione in trio, i Monochrome Set riescono nel difficile compito di apparire freschi e motivati come degli esordienti (“Really In The Wrong Town”).

Sarà merito del perfetto equilibrio tra melodia e complessità delle composizioni, evidente già dalla sontuosa title track che apre l’album, sarà per la capacità di creare riff accattivanti senza cedere alla banalità indie-pop (“Ballad Of The Flaming Man”) o per l’inattesa leggiadria della cupa e misteriosa “Resplendent In A Darkness”, con “Allhallowtide" i Monochrome Set consegnano una delle pagine più riuscite della loro lunga carriera, abilmente sigillata dalla breve chiusura per piano e gocce di pioggia di “Parapluie”. 

(31/03/2022)

  • Tracklist
  1. Allhallowtide
  2. Ballad Of The Flaming Man
  3. My Deep Shoreline
  4. Moon Garden
  5. Really In The Wrong Town
  6. Box Of Sorrows
  7. I, Servant
  8. In A Chapel Of Personal Design
  9. Hello, Save Me
  10. Resplendent In A Darkness
  11. Parapluie




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