The Slow Show

Still Life

2022 (PIAS) | indie-pop, soft rock

È una carezza. questo quinto disco degli inglesi The Slow Show. Una carezza per sentirsi amati in questi tempi duri. Il nuovo album dei mancuniani arriva a due anni di distanza dal predecessore, “Lust And Learn”, e prosegue la naturale evoluzione del gruppo, che implementa ancora una volta la tavolozza dei colori a sua disposizione per scrivere canzoni che ondeggiano tra il toccante e il commovente.
The Slow Show è una band che punta tutto sull’emozione e riesce spesso ad arrivare in silenzio al cuore, come le migliori canzoni di Bill Fay, attraverso una bilanciata fusione di battiti elettronici, chitarre e pianoforti che sembrano cuscini su cui adagiarsi mentre la profonda voce di Rob Goodwin si posiziona da qualche parte tra l’emotività intensa di Samuel T. Herring e i conturbanti racconti d’amore di Matt Berninger.
 
La composizione a distanza di gran parte del lavoro dovuta alla situazione pandemica fa sì che, rispetto al recente passato della band, la componente elettronica in questo “Still Life” si faccia decisamente più corposa; tela perfetta per la natura morta dalle candide tinte pastello che i Nostri vanno a dipingere in pezzi come “Slippin’” e la conclusiva “Weightless”, la quale fa sfoggio sul finale di un lieve e coinvolgente assolo di sax.
Come da tradizione del gruppo, il piano è elemento decisivo nel songwriting ed è proprio sui suoi tasti che nascono i malinconici rintocchi di “Rare Bird”, l’emozionante corsa di “Blue Nights”, il pezzo più prossimo ai maestri National, e la splendida melodia di “Mountbatten”, che avvicina il gruppo a suoni neo-classici.
Non mancano poi certo le chitarre nel quadro dei The Slow Show: né acustiche, come quelle che regalano i ritmati accordi di “Woven Blue” o il delicato fingerpicking di “Who Knows”, né elettriche come nei ricami che sorreggono “Anybody Else Inside” e “Hey Lover” o nelle sventagliate che aprono “Blinking”.
 
Rimangono ancora nel sottobosco della musica pop alternativa, i The Slow Show, intenti a coltivare con cura e premura il loro rigoglioso giardino, senza pretese di successo su larga scala, ma sempre pronti a offrirne i frutti e la rassicurante e fresca ombra a chiunque voglia avvicinarsi alla loro musica.
Forse non pubblicheranno mai un disco che li porti del tutto agli onori delle cronache, come si pensava al loro esordio e come sono riusciti a fare gruppi affini come gli Elbow, ma ciò che è certo è che ad oggi, con una formula semplice ed elegante, anche se a tratti monotona, i The Slow Show riescono ancora a toccare le corde dell’animo e dare sollievo come poche altre band.

(22/06/2022)

  • Tracklist
  1. Mountbatten
  2. Anybody Else Inside
  3. Slippin'
  4. Rare Bird
  5. Woven Blue
  6. Blue Nights
  7. Breathe
  8. Blinking
  9. Hey Lover
  10. Who Knows
  11. Weightless




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