Alpacas Collective

Big Words

2023 (Catalpas)
jazz, afrobeat, etno

Esotico, avvincente, il secondo album del collettivo belga ripropone un’originale formula etno funk/afrobeat dalle molteplici nuance. Il produttore, compositore e musicista Frederik Kùhn si destreggia abilmente tra groove deep-funk e stratificazioni ritmiche e melodiche, mescolando sacro e profano in un denso rituale mistico-sonoro, dove musica e parole assumono un ruolo antropologico intenso e pregante.
Quella degli Alpacas Collective non è una soluzione inedita o particolarmente innovativa, ciò nonostante il gruppo belga è una delle migliori formazioni afrobeat in circolazione. La sua musica è un’autentica esplosione di ritmi e di evocative melodie di terre lontane, non prive di testi dagli interessanti risvolti politici e sociali.
I dieci minuti della title track sono un sentito omaggio a Fela Anikulapo Kuti, le cadenze afrobeat e il latin-funk si fondono con una naturalezza impressionante: tra sezioni fiati ricche di swing ma mai dominanti, assolo di sax e organi vintage in piena estasi analogica, il brano è altresì terreno fertile per una potente invettiva contro le classi politiche dominanti e sulla vacuità delle loro azioni.

Nella visione multietnica degli Alpacas Collective, c’è spazio per sonorità orientali adagiate su groove funky, speziate dal tocco gentile del flauto e dall’uso della lingua francese, che dona ulteriore raffinatezza all’elegante ed esotico mix di “Movéfèzè”. Di pari passo sitar e tablas spostano l’asse verso l’India, prima con un solido corpo strumentale “Gunkali”, più avanti con atmosfere esotiche e rilassanti, che tradiscono citazioni psichedeliche ed etno-jazz (“Bhimpalasi”), che suggellano la miglior performance del disco. Per “Boyoma” il collettivo indugia su groove afrobeat rubando alla tradizione desert-blues dei Tinariwen il ruolo primario della chitarra elettrica, e il risultato e altrettanto coinvolgente.

La natura multietnica della musica degli Alpacas Collective è più incline all’inclusione che alla sottomissione: sono gli elementi comuni il trait d’union di “Big Words”, la fusione di stili è difatti sempre funzionale a una visione d’insieme che la band non tradisce anche quando sonorità più tipicamente funky (“Surrounded”) o soul-jazz (“What Could I Do”) scorrono fluide con un piglio da jam session.

09/02/2024

Tracklist

  1. Gunkali
  2. Boyoma
  3. Big Words
  4. Movéfèzè
  5. Bhimpalasi
  6. Surrounded
  7. What Could I Do




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