Crystal Canyon

Stars And Distant Light

2023 (Crystal Canyon)
dream-pop

Abbiamo ancora spazio per sognare? Viviamo assediati da immagini, riceviamo continuamente notizie, novità e opinioni su ogni questione; il nostro cervello immagazzina tante di quelle informazioni preconfezionate che è difficile pensare che possiamo crearne di inedite nel sonno. Eppure, ora come non mai, abbiamo bisogno di fantasticare, in un’epoca in cui la realtà appare priva di prospettiva e sembra tutto definito. Ci serve sognare per immaginare una realtà in cui non ci siano solo catastrofi, o anche solo per immaginare. Se i sogni notturni rischiano di non aiutarci, la cosa migliore è farlo a occhi aperti.

Qui entrano in gioco i Crystal Canyon, perché per sognare a occhi aperti c’è bisogno di una colonna sonora e la migliore è il dream-pop alla maniera di band come quella proveniente da Portland. Il gruppo composto da Lynda Mandolyn (voce), Todd Hutchinsen (chitarra), Nate Manning (batteria) e Jeremy Smith (basso) riprende con cura i suoni di un genere più contemporaneo che mai. C’è infatti bisogno di note eteree, introspezione, dissonanze, e la rinascita degli Slowdive ne è preziosa testimonianza.

A essere precisi, i veri amori dei Crystal Canyon sono le band degli anni 90 che calcarono la mano sulla fusione di rumore e melodia, in primis i My Bloody Valentine, senza dimenticare gemme come i Sundays. Quindi cascate di chitarre, distorsioni, melodie zuccherose e voci eteree, a definire lo stile shoegaze. Tutto in ordine per ammaliare chi ancora dalla musica vuole ricevere vibrazioni e stimoli ad andare oltre il grigiore della quotidianità.
Il primo loro album del 2018 tradiva l’esigenza di imporre il proprio suono e gridava la voglia di suonare. Le chitarre, come in “Silver Day”, erano quasi tutto, anche se in un brano come “Adeline” si palesava la necessità di andare oltre i muri di suono e creare melodie appiccicose (in cerca anche degli Slowdive e dei Ride, quindi). Le sonorità lascive del secondo album (“Yours With Affection And Sorrow” del 2021) lasciavano intendere che la loro vena sognante poteva prendere il sopravvento.

Nel nuovo “Stars And Distant Light” i Crystal Canyon mettono insieme tutta l’esperienza acquisita e offrono una sintesi di qualità tra le due facce della “musica sognante”, quella rumorosa e quella melodica. Con in più un suono potente e pulito. Le canzoni dell’album sono un invito a elevarsi, a prendere le contraddizioni del presente e farne acquarelli di possibilità, guardando per terra ma con i piedi a mezz’aria.
L’apertura con “Dreamray” è enciclopedica perché dentro c’è tutto, con un’esaltazione del contrasto (in verità una fusione) tra la voce sussurrata e le chitarre che reclamano spazio. La successiva “Belt Of Onion” ci guida verso una scampagnata al sole, con chitarre degne dei Belle and Sebastian e un gusto per la melodia che incanta. Un brano come “Judy Moody” è power pop applicato alla melodia, tutto tirato dall’inizio alla fine in una corsa contro la convenzionalità. “Sierra” è una canzone dolente, lenta e appoggiata su una batteria stanca in vena di contemplazione, mentre le distorsioni della chitarra creano un tappeto di dissonanze.


“Cobra Aurora” riprende con potenza i canoni del genere e la voce di Lynda gioca con le linee di basso, profonde come non mai. Il regalo arriva poi con l’ultima traccia, “Center Of The Universe”, un brano lento e delicato che chiude l’album nella maniera più sognante possibile. È da ascoltare ad occhi chiusi sotto un cielo stellato per cogliere al meglio la spinta a lasciarsi andare.
I Crystal Canyon ci mettono tutto il loro impegno per suonare questa musica da estasi e il loro ritorno merita attenzione, anche perché conferma che il dream-pop c’è per restare e permetterci di abbandonarci, sorridere alla persona amata e fantasticare di mille mondi possibili.

05/12/2023

Tracklist

  1. Dreamray
  2. Belt Of Orion
  3. Pulsars and Magnetars
  4. Judy Moody
  5. Sierra
  6. Catatonia
  7. Cobra Aurora
  8. Penelope, The Odyssey
  9. Center Of The Universe

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