Juliana Hatfield

Juliana Hatfield Sings Elo

2023 (American Laundromat Records)
pop-rock, songwriter

Non è la prima volta che la cantautrice del Maine decide di affrontare il repertorio di altri artisti, dedicando un intero album di cover agli idoli della sua gioventù. Nel 2018 è toccato a Olivia Newton-John e l'anno dopo ai Police. Ora è la volta dei sontuosi Electric Light Orchestra, maestri di un rock sinfonico progressive che partendo dalle intuizioni pop dei Beatles si è sviluppato con sfarzose partiture d'archi e armonie vocali, veri marchi di fabbrica della ditta di Jeff Lynne.
Le ricche tessiture musicali degli Elo sono quanto di più lontano dall'etica minimalista e DIY della Hatfield, e proprio questo incontro "idiosincratico" è il valore aggiunto del disco. Juliana riesce nel delicato compito di omaggiare la band di Birmingham senza tentare di copiare i brani, né tantomeno di stravolgerli: ogni canzone è frutto di un ascolto sentito e sedimentato nel tempo, che poi viene filtrato attraverso una sensibilità e un carattere spiccati che plasmano la materia con grazia, ma in modo assolutamente riconoscibile. Sono le canzoni degli Elo, ma è un disco della Hatfield.

Il repertorio è misto e spazia da "Ordinary Dream" del 2001 (tratta da "Zoom") a "Telephone Line" del 1976, perché la scelta è stata da un lato il "cuore" e dall'altra la possibilità di "piegare" canzoni complesse dentro meccanismi semplici, sia in termini espressivi che produttivi. E se "Telephone Line" smussa la disperazione grandiosa dell'originale con una supplica sussurrata e persino sexy, "Ordinary Dream" acquista un'intimità toccante senza perdere la sua palpitante ariosità.
Gli arrangiamenti complessi sono la quintessenza della poetica degli Elo, ma sono stati anche lo scoglio più grande per la Hatfield che si ritrovava sola con strumentazioni limitate, una tastiera e una chitarra, nel suo piccolo studio. Da un'altra parte Chris Anzalone e Ed Valauskas - rispettivamente batterista e bassista - registravano le loro parti, che poi la cantante doveva assemblare dando forma all'informe. L'idea di trasporre gli archi alla chitarra e alla tastiera, e a volte alla voce, ha permesso a Juliana di dare carattere a ogni interpretazione (vedi "Bluebird Is Dead" e "Showdown") e di ovviare evidenti limiti produttivi.

La voce, appunto: sensuale, calda, presente ma mai invadente, un timbro capace di sfoderare una personalità non comune attraverso piccole variazioni e nuance, senza mai un grido o un acuto di troppo. È così che "Can't Get It Out Of My Head" - uno dei capolavori della band inglese - assume contorni pastello dolcissimi e sfumati, trasportando l'ascoltatore in una dimensione sottilmente nostalgica e moderna al contempo.
Tutto vibra, nelle corde del disco della Hatfield, perché la sua anima vibra. Un caleidoscopio di emozioni che solo un talento puro può sprigionare, anche quando affronta un faccia a faccia con le virtù altrui ("Sweet Is The Night").
God Bless Juliana, per la sua musica e per la sua bellezza profonda.

26/02/2024

Tracklist

  1. Sweet Is The Night
  2. Can't Get It Out Of My Head
  3. Showdown
  4. Strange Magic
  5. Don't Bring Me Down
  6. Telephone Line
  7. Secret Messages
  8. Bluebird Is Dead
  9. From The End Of The World
  10. Ordinary Dream


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