Marthe

Further In Evil

2023 (Southern Lord)
blackened doom metal, gothic-metal

Già attiva in diverse formazioni di derivazione punk e post-punk bolognesi, nonché nell’ottimo progetto goth-death-rock italiano Horror Vacui, Marziona Silvani sulla pagina di Bandcamp del progetto Marthe, che potremmo identificare come la sua veste artistica definitiva, si definisce: one woman band, antifascist, feminist, misanthropic. Dopo una serie di singoli, il poderoso Ep “Sisters Of Darkness” del 2020 e l’approdo nientemeno che alla Southern Lord dei Sunn O))) Greg Anderson e Stephen O'Malley, quest’ottobre è arrivato per il metal antifascista, femminista e misantropo di Marthe il momento di travolgerci con il suo primo full length.
Difficile trovare un verbo migliore di travolgere, in effetti, per restituire l’effetto di 45 minuti di blackened doom metal tanto ben organizzati, grazie all’esperienza lunga ormai cinque lustri della Silvani, quanto istintivi e brucianti nella furia anarcoide con cui distruggono tutto quello che incontrano. Fa poi specie, ma è anche chiaro data la scuderia dietro Marthe, scoprire un progetto metal nostrano con dei suoni che non temano il confronto, o meglio lo scontro, con realtà estere.

Forte è l’impatto generale, costruito con distorsioni brutali, sovrapposizioni di chitarre, rullate possenti sui tom che non danno tregua e bassi cavernosi. Altrettanto forte è quello dei brani, che non si sviluppano mai seguendo lo stesso schema, cercando invece storytelling ed evoluzioni disparati.
Un impatto che fa ancora più specie se si pensa che Marzia Silvani ha suonato da sé ogni parte che ascoltiamo, al punto che l’opener, intitolata “I Ride Alone”, sembra un manifesto programmatico. Undici lunghi minuti all’insegna di un’alternanza quiet-loud gestita con sapienza e teatro, cori e sibili da messa nera, accelerazioni improvvise, chitarre a zanzara e growl lancinante.
Con le sue chitarre accordate basse come un abisso, “Dead To You” ci porta in territori ancora più violenti e cupi, i suoi riff si fanno più marziali e rapidi via via che ci avviciniamo alla susseguente title track. Dopo un viaggio fiondati a questa velocità, l’atterraggio non è indolore, ma non vi è comunque ristoro: dopo una breve intro di lugubri droni e campane a morto, “Further In Evil” si evolve come una tempesta di riff che si ammassano uno sull’altro e avanzano come un rullo compressione di suggestioni mefistofeliche.

In un certo qual modo, la seconda sezione del disco è più docile, senz’altro meno ostile verso orecchie disabituate a brutalità metal assortite. Non è però meno avvincente o stratificata, anzi.
In “Victmized” non soltanto ascoltiamo l’artista bolognese suonare di tutto, ma addirittura sembra di ascoltarla suonare e cantare due canzoni allo stesso tempo, che si scambiano di posto e si mescolano senza lasciare possibilità di orientamento. Prima una nuova, brutale litania blackened doom, poi un inno gothic-metal dal ritornello epico e catchy, infine tutte e due insieme. Uno sdoppiamento del genere accade anche nella successiva “To Ruined Altars”, un pozzo nero da cui la Nostra fa sorgere una sezione ammiccante, cantata con la grinta e l’afflato per la melodia di Chrissie Hynde.
La tempesta elettrica ad alto tasso distorsivo che imperversa nelle prime cinque tracce cessa nella sesta e ultima, dove Marziona può levare al cielo le sue invocazioni da vestale perversa, tra droni, vetri infranti e picchiettii ossessivi sulle tastiere.

Il primo Lp di Marthe non soltanto è uno dei migliori dischi italiani, ma anche uno dei vertici mondiali di metal estremo dell'anno. E non chiamatela la nostra Chelsea Wolfe, perché il suo background è molto più ampio di così.

06/12/2023

Tracklist

  1. I Ride Alone 
  2. Dead To You 
  3. Further In Evil 
  4. Victimized 
  5. To Ruined Altars 
  6. Sin In My Heart 


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