Niecy Blues

Exit Simulation

2023 (Kranky)
sound collage, ambient-pop

Ricordo un vecchio articolo di Wire nel quale l’autore s’interrogava su quale fosse il genere musicale più spettrale in assoluto, e la risposta verteva attorno al dub e alle sue diramazioni strumentali più allucinate e desertiche. Ma l’ascolto di “Exit Simulation”, album di debutto di Niecy Blues, edito non a caso da uno storico portale alternativo come Kranky, è capace di mettere un attimo in discussione tale assunto. Non è certo una gara, sia ben chiaro, ma dopo aver assorbito i lenti e radi solchi di questo lavoro, la riflessione nasce un po’ spontanea; da qualche parte del proprio animo, infatti, Nicey nutre una desolazione intima, che prende piede attraverso la cauta manipolazione dei propri strumenti – la chitarra prima di tutto, ma più in generale l’arte della produzione, sia analogica che digitale, che poi forma il contorno invero alquanto spettrale di queste tredici tracce.
Giri di corde effettati e mandati in loop, echi appena accennati e lievi increspature elettroniche adornano una scrittura ondivaga, che lascia posto all’atmosfera per ramificarvisi attorno come polveri pesanti. Pochi i collaboratori esterni, perché l’autrice ha svolto quasi tutto in casa da sola, il che spiega l’acuta intimità dell’opera, ma su vari brani figura il collega Khari Lucas, un polistrumentista che gravita tra jazz e rock psichedelico. Pur senza un solo momento di rumore propriamente detto – fatto salvo un sample cucito sul finale di “U Care”, che per il resto scorre liquido come un gospel intonato da Anaiis – “Exit Simulation” ammanta ambient e sound collage con un’inedita veste indie.

Ma il lavoro è tutto tranne che inconcludente; basti osservare il modo in cui Niecy lascia montare un lento sinusoide digitale lungo lo svolgimento di “The Nite B4”, creando tensione nell’ascoltatore con pochi, sapienti tratti produttivi. Molto particolari sia la sommessa “Violently Rooted”, appena sostenuta da un ritmo strascicato e poi decostruita nella versione “Reprise” poco più avanti, che la title track, animata da un sognante afflato ambient-cosmico che collassa nell’intermezzo immediatamente successivo di “Exits”, accarezzato dall’arpa di Mary Lattimore.
Una batteria spazzolata in modalità free colora il sotterfugio di “The Architect”, mentre “Analysis Paralysis” ruggisce silenziosamente tra pattern digitali, blip ed echi in dissolvenza, dando modo alle sovra-incisioni vocali di formare un coro che irrora l’ascoltatore dal pulpito di una chiesa deserta.

Qualcuno potrà pensare a certe atmosfere della più nota collega nonché compagna d’etichetta Grouper, altri ancora ai concentrici loop chitarristici dell’attuale beniamina della critica alternativa L’Rain, ma, pur nel suo idiosincratico salmodiare, Niecy non si spinge mai troppo verso simili direzioni amorfe; ascoltare “Exit Simulation” evoca piuttosto un misto tra la londinese Tirzah, l’amica KeiyaA, che non a caso offre una breve idea di sassofono sulla qui presente suggestione di “Soma”, e addirittura l’ultima Solange, quella lisergica e collagista di “When I Get Home”.
Nomi, suggestioni, referenze e vapori acidi, con musica del genere tutto è aperto alla libera interpretazione. Ma Niecy Blues si mostra autrice pertinente, capace di sostenere la propria proposta anche da sola. Basta avere la giusta predisposizione emotiva, dacché con un battito di ciglia il tutto rischia di dissolversi in una fredda e silenziosa nube di fumo grigio. Come uno spettro, appunto.

04/12/2023

Tracklist

  1. 1111
  2. The Nite B4
  3. U Care
  4. Violently Rooted
  5. Exit Simulation
  6. Exits
  7. Soma
  8. Messages From Above
  9. Lament
  10. Violently Rooter Reprise
  11. The Architect
  12. Analysis Paralysis
  13. Cascade


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