Dead Bandit

Memory Thirteen

2024 (Quindi)
post-rock

Non esiste ambito stilistico che non sia soggetto o addirittura vittima dei propri cliché: dall'easy listening all'avanguardia più ostica, è un continuo rifugio creativo, dove a fare la differenza sono a volte piccoli dettagli, momenti di fulgida ispirazione, o innata genialità. Non è immune da siffatta considerazione anche il termine post-rock, riesumato e sepolto a fasi alterne ma mai del tutto assurto a nuova vita.

Inutile chiedere ai Dead Bandit di essere portavoce di una rivoluzione mai annunciata, dopotutto il cantautore americano Ellis Swan e il polistrumentista canadese James Schimpl avevano già definito lo spettro sonoro della loro proposta con l'esordio "From The Basement", con atmosfere in bilico tra noir e murder ballad, evidenziate da raffinati e avvolgenti landscape sonori dove morbidi feedback, fioche immagini da colonna sonora e riff in graduale espansione davano forma a sonorità alquanto avvolgenti.
Con "Memory Thirteen" il duo mette a punto con maggior spessore la formula, infettando di kraut-rock il crescendo ritmico al rallentatore di "Two Clocks", di atmosfere lounge-noir la breve "Perfume" o di inquiete trame western-gothic l'ipnotica "Circus".

La musica dei Dead Bandit è continuamente in bilico tra accenni melodici e rarefazioni. I tempi ritmici solenni a volte risultano gradevolmente affini a sonorità slowcore (la title track), la potenziale staticità post-rock è infranta da lampi chitarristici ("Blackbird"), da fumose trame di feedback ("Peel Me An Orange"), da inedite influenze dream-pop ("Wabansia") e singolari richiami al neo-surf dei Raybeats ("Somewhere To Wait"). Tanta carne al fuoco è gestita da James ed Ellis con una costante attenzione al giusto dosaggio di note e ornamenti: sgranate sonorità cosmic-folk ("Quickscene") e pallidi amplessi tra sintetizzatori e chitarra acustica ("Revelstoke") richiamano l'attenzione dell'ascoltatore fugace, anticipando la rovente "Blowing Kisses", una fuga melodica su tempi ritmici in bilico tra motorik kraut e hip-hop, un brano che proietta l'album verso il futuro, non prima di lasciare alle ultime gracchianti e fumose note di "Across The Road" la chiusura di un riuscito e per nulla accomodante nuovo capitolo della musica post-rock più solenne e dolente.

10/04/2024

Tracklist

  1. Two Clocks
  2. Memory Thirteen
  3. Blackbird
  4. Circus
  5. Staircase
  6. Peel Me An Orange
  7. Quickscene
  8. Somewhere To Wait
  9. Revelstoke
  10. Wabansia
  11. Perfume
  12. Blowing Kisses
  13. Across The Road


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