Estra

Gli anni Venti

2024 (moonmusic / Freecom)
alt-rock

Un titolo che parla sia del passato sia dei tempi in cui viviamo - "Gli anni Venti" - una copertina a suo modo militante, con l'immagine di una bambina di spalle e armata di martello che si appresta ad abbattere un muro. Dopo tanti anni di silenzio discografico, gli Estra tornano e decidono di abbandonare ogni velleità di simbolismo: è tempo di guardare in faccia la realtà così com'è, nuda e cruda, spietata.
Vent'anni sono anche, a spanne, la distanza temporale che separa il precedente album da quello appena pubblicato. Un lasso di tempo che sarebbe lunghissimo per qualunque band, ma non per il quartetto trevigiano (Giulio Casale, Abe Salvadori, Nicola Accio Ghedin ed Eddy Bassan) che può senz'altro contare su una formidabile fanbase visto che, tramite un'operazione di crowdfunding, ha messo insieme quasi 33mila euro subito utilizzati per registrazioni e mastering sotto l'egida - e la co-produzione artistica - di Giovanni Ferrario.

Dieci canzoni in tutto, più l'intro recitata da Marco Paolini ne "La signora Jones", che ben rappresenta le tematiche-chiave del disco, un ritratto tutt'altro che edulcorato dell'epoca in cui viviamo, ben dipinta da quel fuoriclasse delle parole che è Giulio Casale. Il tutto viene opportunamente immerso in un contesto di rock alternativo che richiama gli anni Novanta e le relative ruvidezze, come mettono in chiaro i riff al vetriolo di "Fluida Lol", che di fatto squarciano il velo sulla materia viva dell'album, prima che un ritornello di ottima fattura lasci ben sperare anche in vista dei concerti che accompagneranno la nuova uscita discografica.

Di questa carrellata di ritratti, invero piuttosto desolanti nel rivelare la realtà in cui viviamo, e che proprio per questo può risultare ancora più complessa da decodificare, l'epicentro non può che essere il brano che dà il titolo all'album, nel quale gli anni Venti possono essere sia quelli del Novecento che gli odierni, essendo per certi versi sovrapponibili ("il nero avvolge tutto/ il nero intacca tutto/ il nero sta con tutto/ il nero è dappertutto"). "Nessuno come noi" tocca il tema dei migranti e dell'esilio, "Lascio Roma" quello della fuga tentata da un contesto nel quale non ci si ritrova.

Da segnalare, tra le altre, le presenze di Pierpaolo Capovilla - voce narrante della conclusiva "Notte poi" - e dell'Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, che intona la "Marcia Funebre" dalla Sinfonia n.1 in Re Maggiore di Gustav Mahler.

18/06/2024

Tracklist

  1. La signora Jones
  2. Fluida Lol
  3. Gli anni Venti
  4. Che n'è degli umani?
  5. Nessuno come noi
  6. Ti ascolto
  7. Lascio Roma
  8. Nel 2026
  9. Il peggiore
  10. Monumenti immaginari
  11. Notte poi

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