Hot Water Music

Vows

2024 (Equal Vision Records - End Hits Records)
punk-rock, pop-punk

Se nel frastagliato panorama musicale del 2024 possiamo ancora contare su una residua certezza, è quella della puntualità lineare delle ondate revival. Come nel decennio scorso abbiamo assistito a un massiccio recupero di un’eredità prettamente eighties, negli ultimi tempi anche l’orologio della retromania di turno sembra scattato in avanti, riportando in auge colori, umori e suoni degli anni 90. Una delle declinazioni più evidenti del fenomeno è la rinascita del pop-punk. Una vera e propria seconda vita per uno dei filoni dominanti a cavallo tra i Novanta e i primi anni Zero, che sembrava ormai da tempo entrato in una fase di coma irreversibile, con poche nuove produzioni incisive, pochi concerti e un interesse generale ormai sensibilmente scemato. Se già da qualche anno si avvertiva un forte sentore da amarcord, con tanto di piccole e grandi operazioni nostalgia e reunion di gruppi iconici salutate dal pubblico con enorme entusiasmo, ad oggi è palese come il gran ritorno si sia in tutto e per tutto materialmente concretizzato. Frotte di nuove leve musicali recuperano sembianze estetiche e sonore (prevalentemente quelle più catchy) del pop-punk, frullandole con gli attuali trend giovanili e adolescenziali (ma non staremo qui a commentarne gli esiti), mentre le band veterane di lungo corso sono tornate di riflesso a vivere una stagione ricca di palchi e visibilità, dopo tre lustri alquanto sonnacchiosi, passati per lo più a tirare avanti per inerzia nel migliore dei casi.
C’è anche chi tra le vecchie glorie non ha comunque mai smesso di seguire un percorso coerente e strutturato; tra questi possiamo sicuramente annoverare gli Hot Water Music, band floridiana di discreto culto, che festeggia in questo 2024 il trentennale di carriera.

Chi conosce gli Hot Water Music potrà obiettare che la collocazione nel calderone pop-punk sia sbagliata o quantomeno riduttiva, il che da un certo punto di vista è corretto. Se è vero che la formazione capitanata da Chuck Ragan ha da sempre fondato la propria cifra su soluzioni stilistiche maggiormente complesse, di derivazione post-hardcore piuttosto che skate-punk, è innegabile che un certo talento melodico pop abbia comunque sempre rivestito una componente chiave per gli Hot Water Music, facendosi sempre più preponderante col passare degli anni e dei dischi. Non da ultimo, al nucleo originario si è unito ormai in pianta stabile uno dei più apprezzati vocalist della scena pop-punk/punk-rock di seminuova generazione, ovvero il canadese Chris Cresswell dei Flatliners: voce ruvida e potente come Ragan, ma più flessibile ed estesa, ideale per fungerne da contraltare.

Il nuovo album “Vows” è il secondo con Cresswell in supporto alla chitarra e voce, e ci mostra tutto sommato ciò di cui gli Hot Water Music ci hanno abituati: brani corali da urlare a squarciagola, tra seducenti progressioni chitarristiche à-la Replacements e linee armoniche vocali sempre improntate sull’anthemic sing-along, come del resto tipico sia del loro tratto stilistico primario, sia in generale di quello della scena dell’East Coast, dai Latterman ai conterranei Against Me!, da sempre specializzata in un punk-rock arrembante e d’assalto ma altamente melodico ed emotivamente viscerale.
Certo, dall’album non emerge alcun grande elemento di novità da segnalare; ciononostante “Vows” segna un ottimo tassello nella discografia di Ragan e soci.
In primis porta a definitiva maturazione ed efficacia il prezioso ingresso di Cresswell, che sembra ora trovare piena intesa con i compagni, laddove nel precedente e pur valido “Feel The Void” poteva apparire a tratti come un elemento ancora spurio; la piena integrazione di Cresswell si avverte sia nelle esecuzioni che nella stessa scrittura, tanto che molti brani riportano decisamente alla mente i suoi Flatliners. Il gioco funziona: Cresswell raddoppia il graffio vocale di Ragan, ma allo stesso tempo sa rendere l’atmosfera più briosa e variegata.
Il risultato è un album che, pur non abdicando del tutto alla grezza radice hardcore, si stanzia più che mai prima in territorio pop-punk. Preso in questo momento storico di revival sì dilagante, ma imperniato per lo più sul lato più sfaccettato ed edulcorato del genere, un album come “Vows” può rappresentare ad ogni modo un riferimento di qualità. Perché, se appunto considerato a pieno titolo nel novero del pop-punk, senza pretenderne voli pindarici post-qualcosa, allora l’ultimo lavoro degli Hot Water Music di qualità ne elargisce a sufficienza.

L’impianto strumentale riesce a strutturarsi in soluzioni canoniche ma interessanti, tra riff granitici e parentesi più rarefatte, e la staffetta di voci tra Ragan e Cresswell impreziosisce gli schemi; tutto ciò emerge palesemente soprattutto nei singoli “Menace” e “Remnants”, dove la maggior apertura armonica dei ritornelli giostrati da Cresswell spezza l’incedere più drammatico sferragliato da Ragan, non lesinando però la tensione; proprio in “Remnants”, l’atmosfera è ulteriormente coadiuvata nei cori da Brendan Yates dei Turnstile, guest della canzone insieme anche a un altro compagno di band, il batterista Daniel Fang.
In “Vows” troviamo altri quattro brani in collaborazione. Se con “After The Impossible” (con City and Colour, progetto solista di Dallas Green degli Alexisonfire) e la conclusiva “Much Love” (in compagnia degli Interrupters) l’album si addentra addirittura su sentieri power-pop ancor più morbidi, lasciando all’ascoltatore comunque due tracce gradevoli e ben orchestrate, maggiormente sottotono appaiono gli altri due featuring, con i Calling Hours in “Wildfire” e con i Thrice in “Fences”; soprattutto in quest’ultimo caso, vista la portata dell’ospite, sarebbe stato lecito attendersi qualcosa in più di un brano che abusa di un’enfasi corale tanto eccessiva da offuscare il pur notevole tema musicale di fondo, che trova spazio per esprimersi solo nel minuto scarso riservato al bridge.

Tirando le somme, “Vows” regala brani per lo più stuzzicanti, talvolta appassionanti, altre volte più insipidi e “telefonati”, trovando comunque nel complesso una sua significatività nel contesto attuale, che concede una rediviva popolarità al pop-punk/punk-rock di qualche decennio fa; nel predominio smaccatamente bubblegum del revival in atto, le band della vecchia guardia dal seguito nutrito e fedele ma sgombre dal peso mainstream possono rappresentare un baluardo di autenticità da riscoprire, anche per i più giovani. Gli Hot Water Music con “Vows” certamente non consegnano ai posteri manifestazioni di genio, ma continuano fieramente a mostrare come si fa a urlare a cuore aperto e con passione sanguigna memorabili melodie pop.

09/06/2024

Tracklist

  1. Menace
  2. Searching For Light
  3. Burn Forever
  4. After The Impossible (feat. City and Colour)
  5. Remnants (feat. Daniel Fang and Brendan Yates)
  6. Chewing On Broken Glass
  7. Fences (feat. Thrice)
  8. Side Of The Road
  9. Wildfire (feat. Calling Hours)
  10. Bury Us All
  11. Touch The Sun
  12. Much Love (feat. The Interrupters)