Normani

Dopamine

2024 (RCA)
r&b, trap-pop

Sembrava che la sua fosse una strada in discesa, un successo al primo colpo. La più dotata vocalmente delle furono Fifth Harmony (tra le girlband definitive degli anni Dieci), sicuramente quella più carismatica e competente sotto il profilo coreografico, Normani Kordei Hamilton lanciava a stretto giro la sua carriera solista dopo quella della fu collega Camila Cabello e con un'energetica "Motivation", scritta assieme ad Ariana Grande, dava il via a un percorso sotto il profilo di un r&b vitale e accattivante. Sembrava per l'appunto, perché dopo questo primo assaggio la cornetta è stata riattaccata bruscamente: da un lato la dura lotta dei suoi genitori contro il cancro, dall'altro un'etichetta molto poco interessata a venire incontro alle esigenze creative dei suoi artisti (l'Rca, la stessa che troncò sul nascere l'ascesa ai piani alti di Tinashe) hanno spento ogni aspettativa nei confronti della cantante, tanto che pure "Wild Side", la collaborazione con la quotatissima Cardi B, ha racimolato molto meno del previsto.

Flash-forward al 2024, e "Dopamine", il primo album, viene annunciato senza troppe fanfare: nessun videoclip, singoli diffusi con timidi post sui canali social, una data di uscita confermata a mesi dalla prima comunicazione. Un disastro promozionale in piena regola, per un disco che in realtà, al netto della copertina-pistolone e delle grosse difficoltà realizzative, non è il fallimento che poteva essere. Con un netto distacco dai toni più euforici, a suo modo "giovanili" del singolo di cinque anni fa, i brani del lavoro presentano una Normani più seducente, scafata nel trarre il meglio da una produzione minimale ma adeguatamente varia, tale da non cadere nella ripetitività di troppi album trap-pop contemporanei.
La voce diventa il vettore principale di tale varietà, facendosi ora più furba e ruspante (gli ottoni funk dell'iniziale "Big Boy", dritti dal profondo sud degli States), ora cedevole e invitante ("All Yours", vicina agli umori della prima Dawn Richard), ancora capace di catalizzare la propria Brandy interiore per un notturno di grande polso ("Lights On" e le sue pulsazioni trés "Afrodisiac"). È la stessa autrice di "Full Moon" a co-firmare la scintillante romanza "Insomnia", costellata di accorti fraseggi chitarristici e manipolazioni vocali dal tocco soulful, prima che "Grip" porti avanti un'interpretazione del boom-bap che fu, condita di umori tropicali.

Tale varietà è però anche la condanna di "Dopamine": al netto della duttilità espressiva di Normani, del disco rimane un'impressione fugace, un alternarsi di sonorità e collaborazioni col quale avrebbe potuto cimentarsi chiunque senza fare brutta figura. Non emerge mai la vera identità di Hamilton, sì co-autrice di tutti i pezzi ma più che altro tela adattabile alle più disparate esigenze stilistiche. Sa essere partecipe nello stacco house di "Take My Time" (prossimo alle pagine dell'ultima Jody Watley), arrendevole amante nell'intimità di "1:59" in compagnia di Gunna, addirittura piegarsi alle piovose elegie di James Blake ("Tantrums").
Di questo valevole dispiego di possibilità resta però solo un'ombra vaga, un magma potenziale che fatica a solidificare. Il percorso della cantante appare insomma più incerto che mai, titubante sulla direzione da prendere: c'è da dubitare che in casa Rca si voglia investire qualcosa, a maggior ragione dopo la tragica performance in classifica. Resta da vedere se Normani possa affrancarsi da una simile miopia direttiva e, come altre prima di lei, mettersi totalmente in proprio. Forse allora la strada risulterà finalmente spianata.

28/06/2024

Tracklist

  1. Big Boy (ft. Starrah)
  2. Still
  3. All Yours
  4. Lights On
  5. Take My Time
  6. Insomnia
  7. Candy Paint
  8. Grip
  9. 1:59 (ft. Gunna)
  10. Distance
  11. Tantrums (ft. James Blake)
  12. Little Secrets
  13. Wild Side (ft. Cardi B)


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