Penny Arcade

Backwater Collage

2024 (Tapete)
pop-psych

Proper Ornaments, Veronica Falls, Ultimate Painting: il nome di James Hoare è senz’altro familiare agli appassionati dell’indie-pop psichedelico, soprattutto dopo l’inatteso scioglimento degli Ultimate Painting avvenuto nel 2018, nonostante la band fosse fresca di contratto con la Bella Union e in procinto di pubblicare il quarto album “Up!”, rimasto inedito per volere di Jack Cooper.
Con il progetto Modern Nature, Cooper si è liberato del passato, avventurandosi in sonorità più elaborate. Tra citazioni post-rock stile Talk Talk, geometrie kraut-rock e impulsi jazz, non è stato facile per Hoare ritornare in pista.

Vittima della sindrome del burn-out, in preda a una depressione destabilizzante, James ha dovuto lottare non solo con problemi di salute, ma anche con una serie di inconvenienti tecnici che hanno ritardato la pubblicazione del suo primo album post-Ultimate Painting. Registrazioni casalinghe e il supporto di amici (il tastierista Max Claps e la cantante Nathalia Bruno) hanno infine dato forma e sostanza al primo disco di Hoare sotto un nuovo moniker, Penny Arcade.
“Backwater Collage” non rinuncia ai già noti riferimenti alla vecchia psichedelia anni 70 che campeggiavano nelle pagine condivise con la vecchia band, legami stilistici che non erano frutto di un occasionale e scaltro escamotage creativo. James Hoare è immerso con lieve sconsideratezza nei meandri esplorati da Syd Barrett, dai Velvet Underground e dai Galaxie 500.

Derivativo? Certo, come gran parte delle pubblicazioni contemporanee, eppure sincero e irreprensibile. Il primo album dei Penny Arcade è un ottimo catalogo di vibrazioni chitarristiche minimali che si intrecciano con altrettanto essenziali note di basso (“Mr Softie”), di ballate dai tratti West Coast (“Dear John”) e ingenui furti all’anima psichedelica dei Fab Four (“One More”). Il tutto è nutrito da una scrittura solida e sapiente, che regala attimi di autentico coinvolgimento, come l’ammaliante “Jona”, la mistica ballata alla George Harrison “Black Clouds”, la magica ed enigmatica “Dennis” e almeno un altro paio di canzoni da conservare con cura nella memoria. “Want You Around” è una canzone d’amore delicata e struggente: per il protagonista la solitudine diventa arma di riscatto e di consapevolezza, la resa sonora è di eguale forza, con una prima parte tipicamente psych-pop-folk e un finale strumentale a ruota libera che sconfina nel caos. “Don’t Cry No Tears” è una canzone pop psichedelica d’altri tempi, una melodia splendida che sembra uscire dai primi album dei Pink Floyd e che nello stesso tempo suona nuova e vibrante.

Mentre l’ex-compagno d’avventura Jack Cooper ha superato lo scoglio della nostalgia sixties per avventurarsi in meandri post-rock, James Hoare indugia nella psichedelia d’antan senza ricorrere a trucchi o inutili additivi. “Backwater Collage” non è un disco destinato a rivoluzionare le sorti del pop-rock moderno, ma riesce senz’altro a renderlo più amabile, e di questi tempi non è poco.

11/06/2024

Tracklist

  1. Jona
  2. Don't Cry No Tears
  3. Want You Around
  4. Dear John
  5. Prodigal Son
  6. When The Feeling Is Gone
  7. Black Cloud
  8. Mr. Softie
  9. Dennis
  10. Garage Instrumental
  11. One More




Penny Arcade sul web