Profit Prison

Gilt

2024 (Avant!)
synth-pop
6.5

Parafrasando David Byrne nel suo libro “Come funziona la musica”: la musica serve a condurci a visitare i luoghi più cari della nostra mente e del nostro cuore. È questo che vogliamo comprare, scaricare e ascoltare quando parliamo di musica.
Il compito principale del synth-pop, genere tanto attuale quanto revivalistico, è proprio questo, trasportarci per l’ennesima volta in un mondo fantastico di suoni ed emozioni vissute o immaginate paradigmatico anche per quelli che non hanno vissuto gli anni 80. Quel mondo magico era fatto di suoni scintillanti, teorie danzanti, allegorie sintetiche e suoni al calor bianco; una festa del colore e dell’anima basata sull’uso popolare dell’elettronica. L’adolescenza del suono, con i suoi tormenti e i suoi entusiasmi, la voglia di ballare e quella di struggersi di malinconia.

Parker Lautenschlager, musicista di Seattle (Usa), questo lo sa bene e raccoglie l’eredità dei pionieri del pop elettronico come una sfida, trasformando le sue difficoltà personali degli ultimi anni in una musica che mette insieme gli elementi citati con un taglio più movimentato e danzante, come un aedo del verbo synth virato in salsa gotica.
Già le sue prove passate mostravano le passioni musicali del nostro: la sua prima uscita, “Myra” del 2017, calcava la mano sui suoni della scuola di Dusseldorf e sulle batterie elettroniche, mentre “Dreams Of A Dark Building” del 2020 (per Avant! Records) era un trionfo di scintillii vaporosi e struggenti di sintetizzatori programmati per toccare l’animo melanconico dell’ascoltatore, sulla scia dei grandi della scuola di Sheffield.
Dopo quattro anni di tormenti e una pandemia, Profit Prison torna sulla scena con “Gilt” (in uscita per Avant!), in cui il musicista americano mette ancora in risalto il lato oscuro del suo amore per il synth-pop e soprattutto per l’italodisco, genere che negli ultimi anni sta ritrovando il suo meritato successo e che lui rappresenta nei toni più umbratili. Proprio questo suo fondere il lato oscuro della musica con un suono legato alla leggerezza e alla danza spensierata (l’italodisco) fornisce a “Gilt” un’aura affascinante. Certo, trovare qualcosa che non sia derivativo è difficile nelle opere di Profit Prison, ma questa fusione lo rende almeno interessante.

L’album si apre con la potente “Seven Words”, che abbatte ogni resistenza con un’ossessiva cassa dritta e un mare di sequencer spaziali innervati di accordi minori e linee di basso oscure. La linea melodica dettata dai synth è quanto di più italo ci possa essere (chi ascolta ancora i miracoli anni 80 di band come Phaeax andrà in solluchero). La voce è sepolta dai riverberi e fornisce solo una suggestione per un brano da club alternativo. La successiva “A Matter Of Tact” ci riporta immediatamente ai primi album dei Depeche Mode: beat elettronico, scarne tracce sonore dai synth, tastiere che orchestrano scenari nebbiosi e il sequencer che detta la linea col più sintetico dei suoni. Un brano che riporta indietro a fumose discoteche di inizio anni 80 dove si ballava dark ed elettronica, imbevendosi di suoni alieni. “Sophia” spiazza con il suo incedere marziale ma poi si ammorbidisce con un vapore di sintetizzatori alla Moroder che rassicura l’ascoltatore. “Katalina” apre un altro capitolo delle passioni di Profit Prison, l’elettronica elegante e superpop di band come i Pet Shop Boys. Non è un caso che il suo andamento ricordi “Love Comes Quickly” del duo britannico: giro di accordi malinconico, tappeti di tastiere, melodia zuccherosa e una voglia di tornare adolescenti che nemmeno ve la immaginate.

Se c’è una cosa che si può attribuire al progetto Profit Prison, è l’onestà intellettuale: il musicista americano rende un omaggio, derivativo quanto volete, all’età dell’oro. Lo fa con amore e dedizione e questo basta a promuoverlo. Un lavoro sulla voce, marginale e debole, renderebbe la sua musica ancora più interessante ma se volete fare una scorpacciata di suoni elettronici non avete che da scegliere.

20/04/2024

Tracklist

  1. Seven Words
  2. A Matter of Tact
  3. An Ascetic
  4. Avowal
  5. Sophia
  6. Katalina
  7. Interment
  8. A.R.P.

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