Suvari

Buh!

2024 (Nufabric)
post-punk, new wave

In una vita come tante proteggeremo ogni difetto

Sono le parole intonate da Luca De Santis, in are Suvari, in “Doppio standard”, canzone che apre “Buh!”, Lp che segue a cinque anni di distanza l’Ep “Di cosa hai paura?”. Un chitarrismo epico, teso verso le stelle, che inevitabilmente sa di dream-pop, enfatizza a dovere quello che è un manifesto d’intenti sincero, in cui gli ostacoli inferti dalla vita possono essere convertiti in staccionate piene di fiori, dove tutto è sempre possibile grazie soprattutto al potere immenso, salvifico e rinfrescante della musica.

“L’idea è che l’unico modo per vivere al meglio e sopravvivere a un mondo ostile sia fare pace con se stessi e con i propri fantasmi”, racconta Suvari, per il quale la musica incarna appunto la migliore forma espressiva per rimettersi in gioco e “respirare” dopo la rara forma di neuropatia motoria che lo ha portato a scrivere tutte le sue canzoni al computer, non potendo più suonare strumenti.
Prodotto da Federico Dragogna dei Ministri, “Buh!” raccoglie e lancia sassi messi “nelle tasche per stare fermi”, parafrasando un verso di “In difesa delle cause perse”, brano dal passo post-punk decisamente riuscito, tra acute accelerazioni, melodie immediate e cenni new wave di pregevole fattura.

Il diario di bordo scritto da Suvari per frantumare fantasmi e rabbie scorre gradevolmente e allo stesso tempo con spirito punk in “Ultramosso”, così come il basso sconquassato di “Coriandoli” sorregge le scorribande distorte della chitarra che entrano ed escono, tagliano e affettano, restituendo una scappatoia dalle notti più insonni.

Abituarsi anche al fallimento
Potremmo vincere il premio dell’anno
Non so se sono mai stato bravo a restarmene qui nascosto
Come un matto, se tutto brucia noi restiamo sopra al tetto
E quel sorriso che neanche sa di essere il più bello

E ancora la partitura in scia Berlin school che anticipa le istanze di “Tutto”, altro episodio in cui Suvari decanta il proprio smarrimento, prima che la sezione ritmica concretizzi un sentimento di rivalsa nei confronti di un domani talvolta anche da maledire. “Sono solo un passeggero, ti prego guida più lontano, fino alla fine della notte, portami fino all’orizzonte, a vivere tra i campi sopra i monti, coi nomi degli altri, di eroi sfortunati o di uragani”, canta poi Luca in “Miele”, ballata sulla fine del mondo e sull’amore stanco.

Tra pause e fughe in avanti, “Buh!” scorre che è un piacere. Della serie: ad avercene nel 2024 di dischi italiani in cui post-punk, new wave, cantautorato ed elettronica si mescolano così bene e conficcandosi in testa dalla prima all’ultima canzone. Bene, bravo, bis, tris.

27/03/2024

Tracklist

  1. Doppio standard
  2. In difesa delle cause perse
  3. Ultramosso
  4. Coriandoli
  5. Tutto
  6. Tuono
  7. Miele
  8. A casa tutto bene
  9. Giochi di squadra

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