Bilders, Bill Direen & Bilders, Bill Direen & The Bilders, Bill Direen & The Builders, Die Bilder, The Bilderbergers, The Bilders, The Builders: sono le tante variabili con le quali il gruppo opera dal 1980, con Bill Direen unico membro fisso intorno al quale, in passato, hanno girato nomi importanti della scena musicale della Nuova Zelanda.
Non va dimenticato che il primo album pubblicato dalla prestigiosa etichetta Flying Nun è stato Beatin Hearts dei Builders, anno 1982, e che tra gli ex-collaboratori di Bill Direen ci sono stati musicisti poi entrati a far parte di band importanti come i Bats e i Terminals. Negli ultimi tempi si sono avvicendati anche alcuni musicisti americani, una presenza che si rinnova nell’ultimo album “Neverlasting” con due membri dei Lambchop: Matt Swanson e Alex McManus.
Quarant’anni di carriera non hanno temperato l’irruenza poetica della musica di Bill Direen. Folk, psichedelia, goth e art-rock sono ancora una volta il background sonoro di aspre riflessioni socio-politiche, decantate con un recitato che graffia più di un canto rabbioso. Le canzoni di “Everlasting” parlano di ribellione con gli stessi toni di Bob Dylan (“Shakin”) o con oscuri graffi post-punk (“Blam Patrol”), ma raccontano anche d’amore con un delicato tocco di fingerpicking (“Danced”).
Bill Direen continua a narrare di delitti efferati, di sfruttamento dei lavoratori e di primigenia filosofia (questa volta tocca a Empedocle) con il consueto distillato di note e giri armonici tanto elaborati quanto facili da amare (“Port”, “Virgin Boy” e la title track) e con un’energia e un’intensità inattese (“Tetrapack”, “Libertalia”).
Opera matura e avvincente, “Neverlasting” è uno di quei dischi che racconta una diversa realtà della musica attuale, un coraggioso atto di resistenza contro l’omologazione culturale.
P.S. Versione deluxe con accluso un libro di 125 pagine.
09/12/2025