Evelyne / Masao - Testpattern

2025 (Dark Entries)
synth-pop, minimal wave

Ci sono storie che sembrano cartoline; lei, Evelyne Bennu, era una modella franco-americana che nei primi anni Ottanta viveva a Tokyo e nel tempo libero scriveva poesie nei cafè di quartiere, mentre lui, Masao Hiruma, era un tastierista attivo nella scena elettronica cittadina, già co-autore, assieme al collega Fumio Ichimura, di un album di culto tra gli appassionati del synth-pop giapponese, “Apres-Midi” (1982). Non è ben chiaro come avvenne l’incontro, né i motivi che spinsero l’austera Evelyne a mettersi al microfono dietro l’armamentario sintetico del collega, fatto sta che i risultati delle loro sessioni non videro mai la luce e il progetto scomparve nel silenzio.
Grazie al cielo esistono realtà come Dark Entries, una casa discografica di San Francisco che da anni si dedica alla ristampa di materiale raro o inedito con prefisso synth e gusto queer – l’etichetta fu messa sulla mappa dopo aver acquisito dei preziosi nastri di Patrick Cowley ritrovati in un garage trent’anni dopo la sua tragica morte.

“Testpattern” s’inserisce a meraviglia in questo catalogo, oltre a fornire probabili indizi su come mai Evelyne e Masao non arrivarono mai a un contratto discografico. Lei non era esattamente una cantante nel senso puro del termine, le tastiere di lui suonavano sottili come vapore marino, uno stile che evitava le complessità strumentali dell’allora imperante city-pop in favore di un approccio minimale, forse più adatto al gusto europeo di Tubeway Army, Gina X Performance, Malaria! o le altre due (sfortunate) modelle Saada Bonaire.
Destreggiandosi tra inglese, francese, tedesco e giapponese, “Testpattern” è infatti sofisticato e convintamente internazionale, talvolta rigido ed elitario, ma sfodera momenti squisiti – la sola doppietta in apertura “Ich weiss nicht mehr” e “Watashino shonen” fa rimpiangere la sfortuna che ebbe il progetto alle origini.
L’ascolto riserva dunque continue chicche; su “Tu ne fous de moi”, la voce di Evelyne mostra lo stesso cauto distacco che fu di Marlene Dietrich, mentre lo splendido tango sintetico “Paradis perdu” ce la mostra ispirata alla mitica Grace Jones. Ma splendono anche l’espansivo paesaggio “La jungle en folie”, un nome un programma, e “Drole doiseau”, sulla quale sembra aleggiare lo spirito eurodisco di Sandra Cretu. Ancor più suggestiva la tensione di “Alien Go Home”, a un passo dal calore della Yellow Magic Orchestra, mentre verso il finale “Tabac” offre una concertante divagazione avantgarde. Ma è “Sakuramochi”, intonata da entrambi, a togliere il respiro grazie a tratteggi argentati e una melodia che vorresti non finisca mai.

Trattandosi dell’assemblaggio postumo di materiale per un album mai esistito, “Testpattern” è un documento prezioso ma anche inevitabilmente confusionario. Se Evelyne e Masao fossero arrivati alla stampa ai tempi, avremmo un lavoro più conciso e a fuoco, oggi probabilmente oggetto di culto tra gli appassionati, con rare copie originali smerciate a prezzi folli su Discogs, sulla scia del mitologico Lp di debutto di Midori Takada e di tanti altri esponenti del ricco panorama sintetico del Sol Levante. Adesso diciassette tracce sono troppe, specialmente a fronte dei momenti meno avvincenti; si potevano evitare sdolcinatezze midi come “Time To Party”, “Moonman” e lo strumentale “Bird Island”, gli intermezzi troppo naif “Le soleil se leve” e “Au clair de lune”, l’ispida incursione r&b “Time Out” o una stralunata versione di “Singin In The Rain”.
Ma lo scopo di Dark Entries non è quello di riscrivere il passato, quanto di portare alla luce dal profondo underground episodi sconosciuti e sfortunati che meritavano più attenzione. Non sapremo mai quale sarebbe stata la visione finale per “Testpattern” – Masao è scomparso nel 2011, di Evelyne si sono apparentemente perse le tracce – ma la storia di questo strano incontro adesso è stata immortalata e consegnata ai posteri. Di fronte a uscite come queste, appare evidente quanto sia importante promuovere gli ambiti di un mercato discografico minore ma che pure giova alla salute di tutti – volete mettere l’emozione di scoprire oggi un’eccentricità d’autore come “Tale Of A Lizard”?

11/12/2025

Tracklist

  1. Ich weiss nicth mehr
  2. Watashino shonen
  3. Paradis perdu
  4. Sakuramochi
  5. Le soleil se leve
  6. La jungle en folie
  7. Au clair de la lune
  8. Singin In The Rain
  9. Bird Island
  10. Alien Go Home
  11. Tu te fous de moi
  12. Time Out
  13. Drole doiseau
  14. Time To Party
  15. Tabac
  16. Tale Of A Lizard
  17. Moonman

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