Louise Connell - Clients Of Suddenness

2025 (Last Night From Glasgow)
sophisti-pop

Nonostante il successo nelle classifiche scozzesi (un terzo posto), e in quelle inglesi (dodicesimo posto tra i vinili più venduti), Louise Connell non vanta un grosso seguito sulle piattaforme o sui social, sarà questa una delle ragioni della poca notorietà oltre i confini britannici - anche la produzione precedente, sotto l’alias di Reverieme, è poco conosciuta e priva di riscontri pure nelle valutazioni su Rym.

Il terzo album, “Clients Of Suddenness”, è una potenziale leccornia per tutti gli amanti del sophisti-pop, e le ragioni sono non poche. Ai dieci brani dell’album corrispondono infatti altrettanti buoni motivi per approfondire l’ascolto del nuovo disco di Louise Connell. La voce, limpida, malinconica e seducente, ha tutte le qualità delle migliori cantanti folk (“Squall”). L’equilibrio tra elettronica e musica d’autore ha frequenti richiami alle vellutate sonorità dei Blue Nile (“The Machine”), è altresì percepibile una poetica naif che evoca i primi album di Kate Bush (“My Agincourt”) ed è alquanto difficile resistere al tocco prezioso e unico del batterista Mark Brzezicki (Big Country, Pete Townshend, Procol Harum) in “All The Smartest People” o ai piacevoli rimandi ai Deacon Blue di “Awakenings”.

Sono molti i co-protagonisti della riuscita dell’album, come l’ingegnere del suono Paul McGeechan (Love And Money) e Graham Skinner degli Hipsway, quest’ultimo protagonista dell’elegante elegante duetto pop-rock in “Build At Home”. Egualmente rilevante la presenza di James March come autore della copertina, sì, proprio l’artista che rese iconiche le copertine degli album dei Talk Talk, e non c’è dunque da stupirsi se in alcuni frangenti affiori l’influenza di Mark Hollis e compagni (“Indentation Of Life").
“Clients Of Suddenness” è un altro intelligente esempio di pop maturo e mai sopra le righe (“Pieces Of Me”), poliedrico e non privo di soluzioni d’arrangiamento audaci (“Diseases Of Control”), ma soprattutto mai privo di una disarmante schiettezza che permette a Louise Connell di non confondere mai l’eleganza con la noia (“The Truth That I Suppose”).

06/04/2026

Tracklist

  1. Squall
  2. The Machine
  3. My Agincourt
  4. All The Smartest People
  5. Awakenings
  6. Build A Home
  7. Indentation Of Life
  8. Pieces Of Me
  9. Diseases Of Control
  10. The Truth I suppose I Always Knew

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