Max Casacci - Through The Grapevine, in Franciacorta (Earthphonia III)

2025 (42 Records)
experimental
7.5

Nell'alveo dei progetti riconducibili alla ricerca e alla sperimentazione musicale è quasi sempre possibile distinguere fra due macrocategorie in termini di impostazione: quelle che sono frutto di una deriva autarchica del proprio autore (indifferente quindi al consenso esterno) e quelle che si orientano verso una ricerca di fruibilità controllata.
L'esperienza ormai decennale di Max Casacci in qualità di produttore (non solo nei Subsonica) permette da sempre di collocare gli episodi del progetto "Earthphonia" nel secondo gruppo, confermando quanto sia importante per l'artista torinese veicolare un messaggio parallelo ai temi della scrittura e composizione. Se tutto era cominciato con la necessità di agevolare una presa di coscienza nei confronti del cambiamento climatico, ed era proseguito con il desiderio di proporre una lettura ballabile del caos delle aree metropolitane, ci troviamo oggi con "Through The Grapevine, in Franciacorta" di fronte alla ricontestualizzazione di un ambito che in Italia è patrimonio economico e culturale: la viticoltura.

Le modalità operative di Max partono da principi noti, ovvero un massiccio lavoro sul campo (attinente, come dice la parola, proprio al field recording) per catturare il più alto numero possibile di dettagli sonori, e un organizzato processo di elaborazione dei campioni per completare la struttura ritmica, melodica e armonica dei brani. Teatro delle operazioni sono oggi i locali e le cantine dell'azienda vitivinicola Bersi Serlini, in provincia di Brescia, la cui responsabile Chiara Bersi Serlini viene da esperienze legate anche al mondo dell’arte contemporanea a Londra, sfociate nelle collaborazioni con Bill Viola, Francesco Vezzoli, Chris Cunningham e Aphex Twin.
È quindi esclusivamente il suono delle botti, delle bottiglie, dei calici, dei grappoli che cadono, a orientare la percezione di un intero mondo che prende forma spesso fermentando, mentre Max conferma le sue qualità di alchimista nell'arrivare a un risultato mai forzato o innaturale, solo lievemente penalizzato dalla scarsa durata complessiva (a parziale giustificazione, questo è un perimetro sonoro molto più ristretto degli altri due episodi).

"Cantine" ci trasporta ben oltre la Franciacorta, con il suo profluvio di bollicine e risonanze che riecheggiano atmosfere inaspettatamente orientali. "Trattore (Vendemmia cassa dritta)" gioca con la meccanica del mezzo di lavoro agricolo d'elezione, arrivando a dipingere una sorta di celebrazione futurista e dance-oriented della vendemmia (ma torna anche alla mente "Timber" dei Coldcut). "Cisterne" offre sfumature più industrial, inglobando la ripetitività delle macchine etichettatrici e dei contenitori in plastica percossi (insieme alle cisterne) per arrivare a uno spazio di esistenza in condivisione con i Depeche Mode di "Some Great Reward".
Esattamente come in "Earthphonia" 1 & 2, siamo di fronte a un risultato che non è mai un semplice divertissement o uno sfoggio di tecnica, ma un tentativo riuscito (anche più dei precedenti) di ripensare il contesto del mondo reale e renderlo musicale, dando importanza a gesti e momenti che quasi mai vengono attenzionati nella loro quotidianità, in questo caso valorizzando anche un prodotto nazionale tra i più simbolici. La conferma della bontà di un progetto che sembra avere libertà di movimento praticamente illimitata.

19/04/2025

Tracklist

  1. Cantine
  2. Trattore - (Vendemmia Cassa Dritta)
  3. Cisterne

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