Crooked Mouth - Cosmic Folklore

2026 (Ćtheric)
neofolk

Se è vero che da un lato la scena neofolk ha praticamente perso (per motivi anagrafici) i suoi storici paladini britannici (Death In June, Current 93 e Sol Invictus), c’è da dire che ormai da tempo tale sound si è rinnovato attraverso nuove e vecchie contaminazioni, sia di marca dark-folk (King Dude su tutti) che di matrice pastorale (con più di un rimando alle band dei primi 70's). Come nel caso dei fiabeschi Chimehours o di questo progetto fondato in Canada da Ian Campbell (dal 2022 di stanza a Vilnius, Lituania).

Fin dalla splendida copertina, un immaginario inconfondibile ci riporta in mente la culla del folk più esoterico, la Gran Bretagna, luogo che negli anni ci ha regalato numerose pellicole dalla forte impronta magico-antropologica (“The Wicker Man”, “Penda’s Fen” o il recente “Enys Men”). I Crooked Mouth, cantando in inglese, lituano, bielorusso e francese, passano inesorabilmente da questi fotogrammi, lanciando un messaggio comunque universale e indicando con la loro musica ciò che si trova oltre la volta celeste.
“Cosmic Folklore” è un viaggio fuori dal tempo alla riscoperta delle tradizioni della vecchia Europa, un sentiero nel quale il sole, la luna, i pianeti, la vita e la morte entrano in collisione attraverso un simbolismo dai contorni tanto arcani quanto oscuri. A tal proposito, la carne messa sul fuoco è davvero succulenta: “Andeinė’s Gift” e “When The Sun Married The Moon” suonano come un sentito tributo ai Death In June, mentre la successiva “Follow The Signs!” mostra un’irruenza tribale di stampo post-industrial. Ma il collettivo lituano lascia spazio anche alla voce della natura, mostrando sia una forte componente poetica (“Kelias Kelelis”) che un substrato non troppo distante da una certa world music (“Jaunas Mėnulis” o la più eterea “Užteka Saulužė”).

Merita una citazione la conclusiva “Pierre De Grenoble”, otto minuti che ci ricordano quanto per la band siano stati di vitale importanza nomi come Malicorne, Sunforest, Stone Angel e tanti altri ancora, perché le radici dei Crooked Mouth (e del neofolk tout court) vanno comunque ricercate molto indietro, a cominciare dalla musica popolare.
Attraverso questa linea verticale che parte da molto lontano e passa per gli anni Settanta e poi Ottanta (Dead Can Dance inclusi), “Cosmic Folklore” si pone come l’album più ricco e trasversale del progetto, anche grazie alle numerose collaborazioni (sono una dozzina gli artisti che intervengono nelle varie composizioni). Ecco a voi l’energia di un mondo primordiale e incontaminato.

06/04/2026

Tracklist

  1. Kelias Kelelis      
  2. Andeinė’s Gift     
  3. Follow The Signs!
  4. When The Sun Married The Moon   
  5. Jaunas Mėnulis    
  6. Užteka Saulužė    
  7. Oj, Ty Sonca       
  8. Pierre De Grenoble


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