Con un nuovo maxi 12”, Stephen O’Malley e Greg Anderson riemergono dalla nebbia con tre nuovi brani che suonano esattamente come ci si aspetta suonino dei brani dei Sunn O))).
Dopo aver raggiunto notevoli vette espressive, pur all’interno di un’estetica sempre rigorosa, il progetto gira da tempo intorno a composizioni che è difficile distinguere le une dalle altre. “Eternity’s Pillars b/w Raise the Chalice & Reverential” non fa eccezione e, pur mettendo in conto la potenza trascendentale del loro sound, aggiunge ben poco a quanto già ascoltato in oltre un quarto di secolo di carriera.
Dei tre brani riportati nel titolo, “Eternity’s Pillars” (14 minuti) è il più evocativo, con il muro sonoro che travolge in apertura, assaltando sia con droni subsonici sia con acidi feedback più acuti. Dopo qualche minuto il brano sprofonda nell’ottundente abisso distorto per il quale i Sunn O))) sono famosi, muovendosi al rallentatore fino al finale, quando una strisciante tensione fa emergere un ronzante drone più acuto dal lago nerissimo di suoni colossali e gravi.
La scurissima “Raise The Chalice” e la leggermente più dinamica e appena più luminosa “Reverential” collezionano altri droni distorti e assordanti.
Gli album gemelli del 2019, “Life Metal” e “Pyroclasts”, erano già stati un segnale chiaro che, coerentemente, la band è approdata a un drone-metal definitivo e trascendentale, che non può che ripetere sostanzialmente sé stesso.
Nato, probabilmente, anche per onorare il recente contratto con la Sub Pop, “Eternity’s Pillars b/w Raise The Chalice & Reverential” contiene i tre brani del titolo e per chi vi scrive è poco più che un pretesto per avere un’occasione in più di rivederli dal vivo, sede in cui propongono un’esperienza unica ed estrema. Per i più sfegatati completisti.
21/05/2026