L'incontro imprevedibile

Quando Neil Young tentò di riformare i Led Zeppelin

E' considerata ormai la più impossibile delle reunion. Non sono bastate offerte faraoniche e proposte di ogni sorta a convincere Jimmy Page e Robert Plant a riformare i Led Zeppelin. Ma a compiere un imprevedibile tentativo fu anche un mostro sacro del songwriting, che ebbe l'occasione di suonare una jam estemporanea con i due titolari del marchio hard-rock più amato. Neil Young riuscì infatti a riportare sullo stesso palco Robert Plant e Jimmy Page per una jam session estemporanea che, sorprendentemente, rischiò di trasformarsi in una vera e propria rinascita del gruppo, con l’autore di “Harvest” come ospite speciale.
Non sarebbe stata la prima volta che il Loner canadese si esibiva al fianco di leggende del rock: oltre ad aver condiviso il palco con Bob Dylan, aveva inciso e suonato insieme a Crosby, Stills e Nash. Ma, nonostante il suo entusiasmo, i Led Zeppelin non erano pronti a un ritorno stabile.

L’occasione fu l’ingresso della band nella Rock and Roll Hall of Fame, nel 1995. Per l’evento Page e Plant tornarono a esibirsi sotto il nome Led Zeppelin per la prima volta dal 1988. A loro si unirono Steven Tyler e Joe Perry degli Aerosmith per il primo set, mentre Neil Young entrò in scena nel secondo. Con loro anche John Paul Jones e Jason Bonham, figlio del compianto John, dietro la batteria.
La prima parte del concerto non lasciò soddisfatti né Page né Plant, che la giudicarono poco ispirata: Page arrivò a definirla “una schifezza”. Ma il secondo set, con Young sul palco, cambiò radicalmente l’atmosfera, tanto da risvegliare l’orgoglio della band, che fino a quel momento sembrava segnata dal ricordo della disastrosa esibizione per il 40° anniversario della Atlantic Records.



Secondo la biografia di Neil Young firmata da Jimmy McDonough, "Shakey", il chitarrista canadese rimase così sorpreso e appagato dal risultato da spingere per una vera reunion. Insieme ai Led Zeppelin eseguì una vibrante versione di “When The Levee Breaks”, e Plant, per omaggiarlo, intonò anche un frammento di “For What It’s Worth” dei Buffalo Springfield. Nonostante l’entusiasmo, il progetto si spense sul nascere: la band sarebbe tornata su un palco soltanto il 10 dicembre 2007, con lo storico concerto alla O2 Arena di Londra, il primo integrale dopo ventisette anni - e anche l’ultimo.

Proprio recentemente Robert Plant, 77 anni, ha chiarito ancora una volta che i Led Zeppelin non torneranno più insieme, dopo quella memorabile esibizione  alla O2 Arena di Londra in un concerto-tributo ad Ahmet Ertegun. Per il frontman quella serata ha rappresentato un vero addio: “La responsabilità era verso noi stessi, per farlo bene, con abbastanza sentimento… Era un addio: addio ad Ahmet, addio a tutto. Ha funzionato, è stato bello, e quello era tutto”.
Nonostante le offerte per un tour mondiale, Plant ha sempre rifiutato: fare i Led Zeppelin “tanto per farlo” non corrispondeva allo spirito della band. Anche Jimmy Page ha confermato che il futuro dei Led Zeppelin è nel passato, chiudendo definitivamente la porta a una reunion. Attualmente, Plant è concentrato sul progetto Saving Grace, il cui album omonimo uscirà il 26 settembre.
Già nel 2018, anno del cinquantesimo anniversario dei Led Zeppelin, Robert Plant aveva ribadito il suo scetticismo riguardo a una reunion. Intervistato dalla radio 91.9 WFPK del Kentucky, gli era stato chiesto se ci fosse possibilità di rivederlo sul palco con Jimmy Page. Plant aveva risposto: “Anche io ho la band nel cuore, nessuno più di me. Ma non voglio fare un torto a nessuno”, confermando il suo rifiuto a rivivere l'esperienza dei Led Zeppelin.

01/09/2025



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