L'aneddoto

Quando Nick Cave saltò un concerto con i Bad Seeds perché era in carcere

La carriera di Nick Cave è costellata di episodi che oscillano tra il grottesco e il leggendario. La sua vita, segnata da eccessi, cadute e resurrezioni, sembra spesso scritta da uno dei personaggi dei suoi stessi testi: inquieti, affamati di vita e attratti dall’abisso. “Ho passato gran parte della mia vita a sbattere la testa contro la mancanza di immaginazione degli altri - ha ricordato una volta - Ma come autore di canzoni mi sento obbligato ad andare verso l’incertezza e ad abbracciare ciò che non conosco, perché è lì che si trova il vero significato delle cose”.

Alcuni degli episodi più curiosi di cui è disseminata la sua biografia sono stati al centro di una serie di conversazioni con Warren Ellis e Mick Harvey, i suoi più fidati compagni di viaggio, realizzate nel 2021 in occasione dell'uscita della raccolta intitolata "B-Sides & Rarities Part II".
Nick Cave e Mick Harvey, ex-membro dei Bad Seeds e dei Birthday Party, in particolare, si sono chiesti l'un l'altro quale fosse il ricordo preferito tra i molti della loro lunga frequentazione. E Cave ha risposto senza esitazione citando l’incredibile episodio accaduto a New York nell'ottobre del 1986, quando fu arrestato mentre cercava eroina ad Alphabet City ed essendo rinchiuso in cella non riuscì a salire sul palco di un concerto organizzato assieme ai Bad Seeds.
“Sono stato arrestato a New York appena arrivato dall’Islanda, e mi hanno sbattuto in prigione per due giorni”, ha raccontato Cave. “Alloggiavamo all’Iroquois Hotel, ma quando mi hanno chiesto se volevo fare la mia telefonata non riuscivo a ricordare come si chiamava l’hotel. È un nome complicato, e lì dentro, con altri venti criminali intorno, non era proprio il momento migliore per fare mente locale. Così non sono riuscito ad avvisare la band”.

Così Harvey, non vedendolo comparire, annullò la data e iniziò una frenetica ricerca: “Ho chiamato tutti gli ospedali e le stazioni di polizia di New York finché non l’ho trovato in carcere”, ricorda. “Quando è venuto a prendermi aveva con sé una stecca di sigarette”, aggiunge Cave. “Era la cosa che desideravo di più al mondo in quel momento. Gli sono ancora grato per quello.”
L’esperienza, oltre a essere diventata una delle tante leggende del suo mito, gli lasciò anche una piccola lezione di sopravvivenza. “In cella uno mi chiese: ‘Amico, hai una sigaretta?’ e io gliene offrii una. Poco dopo un altro detenuto mi prese da parte e mi disse: ‘Non devi mai regalarle. Devi venderle, sennò nessuno ti rispetterà’. Così ho cominciato a chiedere un dollaro a sigaretta, e nel giro di poche ore ero diventato il re della mia cella”.
Harvey ha collaborato sia con i Birthday Party che con Nick Cave & The Bad Seeds fino alla sua uscita dal gruppo, avvenuta nel 2009.

Non si tratta certo dell’unico caso in cui il Bardo di Melbourne fece i conti con l’universo penitenziario. Nel 1988 a Londra, ad esempio, fu arrestato per possesso di eroina e venne costretto in via giudiziale alla disintossicazione come unica alternativa al carcere. Volò a San Paolo, presso una clinica privata, rimanendo poi per un periodo in Brasile assieme alla modella Viviane Carneiro, dalla quale ebbe il suo primo figlio Luke. E fu l’inizio di un’altra tappa tormentata della sua odissea.

12/10/2025



Nick Cave su OndaRock