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Joe Jackson

Body And Soul

di Paolo De Bernardin

Joe Jackson
Body And Soul
(A&M, 1984)

Joe Jackson - Body And SoulÈ sufficiente analizzare il nuovo lavoro di Joe Jackson dai caratteri somatici esteriori: foto di copertina, virata d'arancio: grafica tipica degli album jazz Columbia-anni Sessanta: titolo assolutamente inequivocabile: “Body And Soul”. Come dire un omaggio nuovo al jazz. Nella scontatezza del discorso sta tutta la provocazione del maestro Joe Jackson, uno degli autori più intelligenti che il pop di oggi possa vantare. Un musicista geniale che ridefinisce ogni volta i canoni della composizione. Un uomo che ha messo in discussione se stesso, innanzitutto, prima di trovare una formula di coinvolgimento totale.

“Body And Soul” è la continuazione del capolavoro “Night & Day” e diciamo subito che il jazz non c’entra affatto o per lo meno non c’entra se per jazz intendiamo un’etichetta, uno standard. Joe Jackson ha impiegato del tempo per dimostrare tutto questo e i risultati gli danno ragione perfettamente. Le composizioni suonano insieme come un’orgia di fantasia diretta in ogni angolo dei suoni, fuori dai confini, ovviamente.
Grandi composizioni come “The Verdict”, fatte di maestosità e di ampie sonorità da far pensare a una grande orchestra dietro le spalle, o intime relazioni da filicorno, soffiato come un respiro dietro le orecchie nel capolavoro “Not Here Not Now” non possono che conciliare l’animo, e le sue esasperazioni, con la musica. E sarebbe il caso di scrivere Musica ogni volta per lo straordinario autore e musicista che è Joe Jackson.

Per la registrazione di “Body And Soul”, il nostro, col fedele produttore David Kershenbaum, ha scovato una sala di incisione per musica classica nel cuore di New York. Attraverso espedienti tecnici, ben descritti nelle note di copertina, il suono esce fuori con una perfezione rara negli album di pop-rock, riflette una densità e un calore che lasciano sbalorditi. Un ensemble di sette elementi che tira fuori la potenza di una grande orchestra, l’emozione di un maestoso corale, anche nella dimensione di intimità, nella struttura di un’esile canzone.

È questo un altro grande album di Joe Jackson. Forse ci sarà bisogno di un ascolto di più per assimilarlo bene – a me è successa la stessa cosa – ma sicuramente il messaggio arriverà. E non lascerà delusi. Neanche i più scettici.

(da Rockstar, 1984)

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