L'offerta da 250 milioni di dollari

Quando Roger Waters fu tentato di tornare con i Pink Floyd

Sembra uno scenario lunare oggi, in tempo di faida tra i due ex-sodali dei Pink Floyd, Roger Waters e David Gilmour, ma vi fu un tempo, relativamente recente, in cui davvero il gruppo rischiò di riformarsi, almeno in veste live. Accadde per la precisione nel 2005. Roger Waters ha rivelato infatti che i Pink Floyd respinsero un’offerta di 250 milioni di dollari per tornare insieme in tournée. Il bassista e membro fondatore del gruppo ha raccontato che la storica reunion al concerto benefico di Bob Geldof portò a una proposta milionaria da parte di un promotore anonimo. Waters ammise all’epoca di aver davvero “adorato” il momento condiviso sul palco con David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright, ma quella del Live 8 nel 2005 è rimasta l’ultima volta che i quattro sono saliti insieme sul palco.

Con la morte di Wright nel 2009, una vera reunion della line-up di "The Dark Side Of The Moon" è divenuta oggi impossibile, ma è soprattutto dopo i recenti dissidi tra Gilmour e Waters che sono state di fatto azzerate le possibilità che i membri rimanenti si ritrovino sul palco. Waters però ha precisato che il gruppo avrebbe potuto davvero tornare in tour se non avesse rifiutato quell’offerta così allettante. In un’intervista a Word Magazine, Waters spiegò di essere stato realmente tentato da una reunion, sull'onda dell'emozione per il Live 8: “Oh, è stato fantastico. Mi è davvero piaciuto. Speravo di poterlo rifare. È stato più che positivo. Se si fosse presentata un’altra occasione – dichiarò - avrei persino potuto immaginare di suonare di nuovo 'The Dark Side of the Moon' – se ci fosse stata una ricorrenza speciale... Sarebbe stato bello riascoltarlo. Live 8 è stato grandioso”. Ma quell’opportunità non si è mai concretizzata e da allora ognuno è andato per la sua strada.



Waters non ha mai spiegato perché l’offerta sia stata rifiutata, ma è probabile che le ruggini tra i componenti del gruppo abbiano prevalso su tutto, in mancanza di un nobile fine benefico legato all’esibizione, come era accaduto per il Live 8. Molto si parlò della “tensione silenziosa” che precedette quella performance dei Pink Floyd: la moglie di Gilmour, l’autrice Polly Samson, trasse ispirazione da quell’imbarazzo per scrivere una canzone. "David voleva qualcosa che fosse un punto finale a tutta la storia dei Pink Floyd. Così, senza musica, scrissi 'Louder Than Words'. Era facile scrivere il testo perché da anni osservavo questa cosa: se sei in una stanza con David, Nick e Rick, nessuno parla. Ci sono solo silenzi imbarazzanti. E poi salgono sul palco con i loro strumenti e improvvisamente diventano così eloquenti, e il modo in cui comunicano è bellissimo. Così scrissi Louder Than Words per esprimere quella sensazione”.
I Pink Floyd si esibirono alle 23:23, subito dopo il set degli Who. Gilmour, Waters, Wright e Mason non condividevano un palco dal tour di "The Wall" concluso nel 1981: eseguirono “Breathe”, “Money”, “Wish You Were Here” e “Comfortably Numb” (vedi il video qui sotto). Prima di attaccare “Wish You Were Here”, Waters disse al pubblico: "È emozionante stare qui con questi tre ragazzi dopo tutti questi anni... Comunque, lo stiamo facendo per tutti quelli che non sono qui, e in particolare ovviamente per Syd".

Negli anni successivi all’evento del Live 8, sia Waters sia Gilmour hanno continuato a esibirsi come artisti solisti, portando avanti un tiro incrociato di accuse e veleni reciproci che ha reso di fatto impossibile ogni progetto di reunion.
Di recente, i Pink Floyd hanno anche ceduto il loro catalogo a Sony Music per 400 milioni di dollari. La major, guidata da Rob Stringer, ha ottenuto i master, i diritti connessi e i diritti di immagine della leggendaria formazione inglese, che coinvolge Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason e gli eredi di Richard Wright e Syd Barrett. Restano però escluse dall’accordo le edizioni musicali.

29/08/2025



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