Rock in Onda

Pietre miliari ai raggi X

PJ Harvey e Tori Amos, le regine dei 90's

di Claudio Fabretti
"To Bring You My Love" di PJ Harvey e "Under The Pink" di Tori Amos: due cardini del cantautorato al femminile degli anni 90, al centro della nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì dalle 12 alle 14 sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
Dal rosario blues della ex-riot girl del Dorset, giunta alla sua prova della maturità, alla prodezza della rossa cantautrice americana, decisa a riportare le ballate pianistiche al centro della ribalta: viaggio in due album-cult degli anni Novanta.

Ascolta o scarica gratuitamente i podcast:

 
PJ Harvey - To Bring You My Love

 
Tori Amos - Under The Pink


Distesa nelle acque, capelli corvini, occhi chiusi, labbra scarlatte come il luccicante abito che indossa. Down by the water. Forse quella del fiume dove si è compiuto il terribile infanticidio del brano omonimo, forse quella del lavacro battesimale in cui – lungo l’intero album - cerca di mondarsi di tutti i suoi peccati. Appare così, Polly Jean Harvey, nella copertina di “To Bring You My Love”. Come una moderna Ophelia di Millais, o, forse, come la reincarnazione di qualche ninfa incantatrice.
La punkette acerba e selvatica di “Dry” e “Rid Of Me” si è trasformata in una femme fatale sofisticata, posseduta da un nuovo demone: quello di un blues atipico, dagli accenti biblici e gotici. Scelta non certo casuale, visto che il blues incarna per antonomasia l’idea del dolore, della continua tensione tra colpa ed espiazione. Un blues di marca totalmente femminile, però, costruito lungo quella linea rossa-sangue che unisce idealmente Billie Holiday e Janis Joplin. Ecco allora le metafore sulla gravidanza, gli esorcismi sessuali, le allusioni più o meno esplicite a figure-archetipo come Eva (il serpente di “Long Snake Moan”), Medea (la madre assassina di “Down By The Water”) o Ecate (la divinità dell’oltretomba invocata in “Teclo”).
Vittima e carnefice al tempo stesso, PJ compie così la sua definitiva metamorfosi, recidendo i legami con l’adolescenza turbolenta e immergendosi in un più profondo, e non meno doloroso, percorso catartico, dritto verso l’età adulta. Paradossale per un’artista che all’epoca si definiva lost, “persa”..

***

"Under The Pink" è il disco della definitiva consacrazione di Tori Amos sulla ribalta mondiale. Il titolo nasce da un'idea scherzosa - "Sotto i vestiti siamo tutti rosa" - ma i contenuti sono tutt'altro che rosei e spensierati. Tori è ormai cantautrice e personaggio insieme: la sfrontatezza sexy, l'immagine da ragazza fragile e passionale hanno forgiato una figura di eroina rock (post)romantica che non può passare inosservata, specie in un'epoca musicale disperatamente a caccia di icone.
Nasce così la leggenda della "Goddess of rock", una divinità dalla chioma fulva, sensualmente avvinghiata al suo pianoforte e pronta a soddisfare la bramosia dei suoi sempre più numerosi fan. Sua più prosaica incarnazione è la "Cornflake Girl" che dà il titolo al fortunato singolo (e video) di traino dell'album: una ballata pop scandita da un piano sovreccitato, sghembo, irrefrenabile, che contrappunta i vocalizzi spericolati della chanteuse. Ma fin da qui emergono chiaramente i progressi in sede di produzione e di arrangiamento: suoni più ricchi e pastosi innervano le trame esili disegnate dal Bosendorfer a gran coda (da ora in poi vero feticcio della Amos), in un susseguirsi di trovate ed effetti sonori. Il sound scheletrico dell'esordio, insomma, non perde il suo fascino ancestrale, ma si arricchisce e decolla in veri e propri inni.


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Rock in Onda

Playlist
Scaletta del programma
 


PJ Harvey - "To Bring You My Love"

  1. To Bring You My Love
  2. Meet Ze Monsta
  3. Working For The Man
  4. C'mon Billy
  5. Teclo
  6. Long Snake Moan
  7. Down By The Water
  8. I Think I'm A Mother
  9. Send His Love To Me
  10. The Dancer


Base strumentale:  Down By The Water (instrumental cover)

Tori Amos - "Under The Pink"

  1. Pretty Good Year
  2. God
  3. Bells For Her
  4. Past The Mission
  5. Baker Baker
  6. The Wrong Band
  7. The Waitress
  8. Cornflake Girl
  9. Cloud On My Tongue
  10. Yes, Anastasia


Base strumentale: Pretty Good Year (instrumental cover)

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