Rock in Onda

Pietre miliari ai raggi X

Velvet Underground-Doors, la fine dei sogni 60's

di Claudio Fabretti
"Velvet Underground and Nico", il debutto dei pupilli di Andy Warhol, e "Strange Days" dei Doors: due dischi rock fondamentali usciti nel 1967, al centro della nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì dalle 12 alle 14 sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
La fine del sogno americano e dell'utopia "peace & love" in due capolavori del 1967: dalla poesia metropolitana torbida e decadente della band di Lou Reed, nel suo esordio assieme alla chanteuse Nico, agli "strani giorni" di un'America smarrita che ha perso l'innocenza nel racconto avvincente di Jim Morrison e compagni.

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Velvet Underground - Velvet Underground and Nico


The Doors - Strange Days


I Velvet Underground erano un amalgama esplosivo di musicisti: l'accoppiata chitarristica Lou Reed-Sterling Morrison, il "factotum" John Cale (viola, pianoforte, basso), la "chanteuse" fatale Nico e la più famosa batterista donna della storia del rock, Maureen Tucker. Da questa line-up scaturisce "The Velvet Underground & Nico": un incubo metropolitano, un rituale malsano e depravato che si consuma in un clima raggelante. Moderni come nessun loro contemporaneo, ma impregnati di un primitivismo selvaggio, Lou Reed e soci riescono a forgiare un suono unico (e inaudito), con una viola elettrica, una chitarra in piena distorsione con il volume sempre al massimo, un singolare tam tam e una seconda chitarra a dare sostegno alla prima, penetrando come una lama nel sound della band. Musica "colta", aristocratica, in cui si identificava una frangia generazionale distante anni luce dagli hippy "peace & love" della West Coast. "The Velvet Underground & Nico" sta all'acid-blues dei Jefferson Airplane come il decadentismo sta al romanticismo. Non c'è più spazio per le speranze e per i sogni, ma solo per un nichilismo disperato, raffigurato attraverso storie di alienazione, solitudine, perdizione fisica e morale, tra amori sadomaso, droga, prostitute, violenze e assassini. Il degrado urbano si veste delle tinte surreali della pop art e dei suoni delle avanguardie minimaliste di LaMonte Young per diventare opera d'arte. Il sole della West Coast tramonta nelle cantine di New York per lasciar posto alle tenebre dei Velvet Underground..

***

“Strange Days” esce il 25 settembre 1967, nove mesi dopo l’Lp d’esordio, l’epocale bestseller che ha annunciato al mondo il verbo di Jim Morrison e compagni. In cabina di regia c’è ancora il produttore del debutto, Paul A. Rothchild, ma tutto è più curato e sofisticato. Il disco viene inciso con gli strumenti più moderni, la registrazione passa da quattro a otto piste e fa la sua comparsa, per l’appunto, un avveniristico sintetizzatore Moog. Anche musicalmente l’evoluzione è tangibile: il sound tipico della band californiana si fa ancor più oscuro e morboso, oscillando tra radici blues e aromi psichedelici, venature jazz e adrenalina rock. Se “The Doors” aveva schiuso le porte della percezione di huxleyana memoria attraverso una serie di cerimoniali lisergici e baccanali collettivi, “Strange Days” è più intimamente psichedelico: come un viaggio introspettivo diretto a scandagliare i recessi più bui della mente. (...)
Stravaganza è la parola d’ordine, sin dalla copertina, che ritrae alcuni giocolieri e artisti di strada, immortalati dal fotografo Joel Brodsky a Sniffen Court, un vicolo storico della 36esima Strada a Manhattan, davanti a una locandina del gruppo, con tanto di etichetta a ricordare il titolo del disco. Ma strange è un aggettivo polivalente, che assume anche il significato di “straniero”, “diverso”, “ostile” e “allucinato”, a seconda dei risvolti narrativi di un disco che è nel suo complesso un inno all’anticonformismo, all’attitudine incompromissoria a non allinearsi mai. Strange days have found us. “Strani giorni ci hanno scovati”. Come se pensassimo di poter farla franca, di sfuggire in qualche modo al nostro destino. Era l’istantanea di un’epoca, è diventata una cupa profezia per tutti gli anni a venire.


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Playlist
Scaletta del programma
 


Velvet Underground - "The Velvet Underground & Nico"

1. Sunday Morning
2. I'm Waiting For The Man
3. Femme Fatale
4. Venus in Furs
5. All Tomorrow's Parties
6. Heroin
7. I'll Be Your Mirror
8. The Black Angel's Death Song
9. European Son


Base strumentale: All Tomorrow's Parties (Alternate Instrumental Mix)

The Doors - "Strange Days"

1. Strange Days
2. You’re Lost Little Girl
3. Love Me Two Times
4. Unhappy Girl
5. Horse Latitudes
6. Moonlight Drive
7. People Are Strange
8. My Eyes Have Seen You
9. I Can’t See Your Face In My Mind
10. When The Music’s Over


Base strumentale: People Are Strange (Instrumental)

 

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