Nel 1992, durante il Use Your Illusion Tour, i Guns N’ Roses erano all’apice della loro attività dal vivo e conducevano una vita di eccessi. Ritmi serrati, consumo di droghe e alcol e notti senza controllo scandivano una tournée che superò le 190 date e accentuò fragilità e dipendenze già radicate nella band, che del resto, da tempo, conduceva una vita tutt’altro che disciplinata. Nei primi tempi, infatti, alcuni membri del gruppo vivevano alla giornata lungo la Sunset Strip senza regole, frequentando abitualmente ambienti legati allo spaccio e alla prostituzione. Le tensioni interne erano costanti e in almeno un’occasione il gruppo rischiò di sciogliersi, quando Axl Rose accusò il chitarrista Saul Hudson alias Slash di essere troppo dipendente dall’eroina durante un concerto in apertura ai Rolling Stones.
Nel periodo di lavorazione di "Use Your Illusion I", Axl Rose puntò a un progetto più ampio e complesso rispetto al debutto "Appetite For Destruction", con brani più articolati come la ballad "November Rain". L’impegno richiesto per portare avanti un album di quelle dimensioni, e il successivo tour, misero ulteriormente sotto pressione la formazione californiana. Per Slash il carico risultò particolarmente pesante e, nonostante avesse abbandonato da tempo l’eroina, ricadde nell’uso di droghe.
L’episodio più grave si verificò in un albergo nel corso della tournée. John Reese, tour manager del gruppo, lo ha raccontato anni dopo in un episodio della serie di documentari del canale televisivo americano VH1: "Eravamo in hotel, durante una delle 194 date dell’Use Your Illusion Tour, e sono stato svegliato da una chiamata della reception: ‘Mr. Reese, uno dei membri della sua band è svenuto in corridoio davanti all’ascensore’. Sono corso fuori e ho trovato Slash praticamente morto. Non aveva polso".
Slash era crollato a terra dopo una dose di speedball e risultava clinicamente morto. Reese ricorda che la scena fu agghiacciante e inequivocabile: "Era blu, non respirava. Ho pensato che fosse finita".
Poco dopo arrivarono i paramedici, che praticarono un’iniezione di adrenalina al torace e riportarono in vita il chitarrista. Ripresosi, Slash rientrò sul palco pochi giorni dopo, senza modificare in alcun modo il proprio comportamento. Negli stessi anni dichiarò di non aver avuto paura dell’accaduto, affermando: "Non avevo paura di morire. Avevo solo paura di smettere di suonare".
L’episodio avvenne in un contesto già compromesso. Le tensioni interne, gli incidenti durante i concerti e l’impossibilità di contenere gli eccessi resero la vita del gruppo sempre più instabile. Al termine del tour, tra il 1993 e il 1994, la formazione si sgretolò: Izzy Stradlin e Steven Adler erano già usciti, e Slash lasciò nel 1994.
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06/12/2025