Certo non si può dire che non ami il rischio, Brad Rose, musicista, produttore, giornalista e quant’altro, che per il suo debutto sotto lo pseudonimo di The North Sea si è gettato in un disco di atmosfere difficilmente catalogabili e spesso in contrasto, seppur non netto, tra loro.
“Exquisite Idols” parte come un disco ambient, in “Eternal Birds” si entra in un bosco tra field recordings di cinguettii di uccelli, fruscii di rami e foglie e scorrere di corsi d’acqua, più o meno sullo stesso piano è la seguente “Guiwenneth Of The Green Grass”, in cui si aggiungono agli elementi precedenti acustiche, mandolino e una voce che è appena un sussurro sul fondo.
“We Conquered The Golden Age” si proietta più in là: undici minuti di ipnosi musicale prima elettronica e poi in divenire un canto nativo americano con cornamuse e sonagli.
A questo punto però il disco cambia faccia, “Take It From Me Brother Moses” è un country-folk tra l’antico e l’hippie, lo stesso per “Children Of The Ashes”, folk ancora più classico, a far da rottura tra le due “Cover Me With Knives”, dai sapori new age tra campanelli e momenti di elettronica spaziale.
Ma perché fermarsi qui? Avrà pensato Brad.
Così prende un po’ di strumentazione indiana e con sitar, tambura e flauti confeziona prima un raga mantra-folk (“And Then The Solstice Disappear”) e poi si trasforma in una specie di My Bloody Valentine in vacanza a Bombay (“Feather-Cloacked Silver Priestess”), con tanto di sassofono languido nel calderone.
Intendiamoci, il disco non è male ed è innegabile che le idee Brad Rose le abbia, “Exquisite Idols” possiede i suoi buoni momenti, alcuni dei quali anche molto interessanti, purtroppo però sembra alquanto disunito, senza un filo logico, difetto che spicca specialmente in album così brevi, ma soprattutto senza quei lampi che possono rendere certe sue creazioni qualcosa di più che non canzoni semplicemente ben realizzate.
Le idee e il coraggio non mancano, dunque, si tratta di tradurle in un insieme che le valorizzi al loro meglio, altrimenti si rischia che l’album sembri solamente un divertissement, perché una ricetta con buoni ingredienti non sempre risulta una buona pietanza.