Dopo i due volumi delle “Exchange Session” editi l’anno scorso, torna a farsi viva l’improbabile coppia formata dal mago della qualcosa-tronica Kieran Hebden e dal veterano batterista jazz Steve Reid, collaboratore di Miles Davis, Henry Threadgill, Sun Ra, Horace Silver e parecchi altri. Maggiormente strutturato rispetto ai precedenti lavori, ovvero impostato a monte come album vero e proprio piuttosto che come sequenza di improvvisazioni random, “Tongues” non riscatta la gradevolezza complessiva dell’impianto con l’approfondita ricerca su suoni. Fa piuttosto in modo che i due elementi convivano armonicamente, soprattutto laddove la foga ritmica di Reid s’incanala verso modalità sufficientemente intelligibili, se non pop. E si ascoltino a proposito l’orecchiabili “The Sun Never Sets”, “The Squid” e la successiva Superheros,
Il gioco riesce, invece, meno dove prevale la logica dello scontro frontale, tra l’elettronica calda di Hebden e il drumming felpato ma non sempre addomesticabile del batterista newyorkese, come in “Brain“ o in “People Ba Happy”. Gradevole comunque, ma le due “Exchange Session” sono di ben altra caratura.