Dario Giovannini e Michele Bertoni degli
Aidoru; Andrea e Antonio Comandini
degli Emmevubì: i Marquez. Un progetto nato quasi per caso e che nel giro di
poco tempo ha portato alla creazione dell'etichetta Bluscuro e della
"AidoruAssociazione", nata, quest'ultima, per la promozione di eventi e non
solo. Un progetto che si presenta con un disco dal titolo wertmulleriano, che
rimanda a una sorta di
concept sul contatto con il mondo discografico, la
presa di coscienza, il totale distacco da esso.
Il tutto, mentre la
musica svolge l'ennesima rivisitazione della canzone italiana, facendo andare di
pari passo accenti melodici dal sapore "autunnale" con lucide dissertazioni
sulle sfumature poetiche di liriche mai banali. Il blues - inteso soprattutto
come tonalità emotiva - incontra la tradizione cantautorale con la sua dominante
malinconica. Riflessi noir ne amplificano la forza descrittiva, regalando
ballate sofferte, come l'iniziale "Buongiorno A Voi", "Una Preghiera" (che
accosta certe tonalità dimesse degli
Afterhours, redivivi
anche in "La Verità E Lo Specchio"), o, ancora, "La Traccia Del Tuo Sangue Sulla
Neve".
I Marquez lavorano su di un patetico mai fine a se stesso, sempre
cesellato con buona dedizione poetica ("Pathétique"), non lesinando quel senso
di mistero che avvolge di sé certe dichiarazioni tanto intime e dolorosamente
vicine al cuore da rasentare il non detto ("Kissing -L-"). E', in fin dei conti,
una poetica del dettaglio, messa in atto con discreta originalità e senza
momenti davvero capaci di far sobbalzare il cuore, ma di certo con
un'ispirazione che non lesina mai acquerelli di delicato candore ("Blues Per
Teresa"), scenografie epicamente sospese nel vuoto ("Zirurdéla") e sofferte
rivelazioni cariche di impetuoso ardore ("Credi Che Oggi Pioverà"). Dettagli che
hanno il loro peso anche nei brani leggermente più movimentati, come negli
svolazzi di valzer che fanno capolino in "Canzone Per Un Amico (E Per Me)" o
nella distorsione trattenuta della solenne marcia de "Il Dottor Poto" (con
febbricitante coda elettrica).
Tuttavia, e nonostante la più
convenzionale miscela
indie-rock di "La Banda Dell'Acqua Minerale" ed
"Emme", questo esordio traccia la strada per quella che si presenta come una
bella promessa.