Per i Calibro 35 il 2025 sembra davvero l’anno del grande ritorno alle origini. Mentre la terza stagione di "Blanca" continua a macinare ascolti record, quasi quattro milioni di spettatori a settimana, la band milanese conferma la propria vocazione cinematica presentando al Roma Film Fest due nuove produzioni interamente scandite dal loro suono.
“Siamo partiti perché amavamo le colonne sonore e siamo finiti a farne di nostre è un cerchio che si chiude.” Una frase che suona come manifesto e bilancio insieme, quasi a sintetizzare il percorso di un gruppo che, partendo dal culto per Morricone, Bacalov e Piccioni, è riuscito a ridefinire il linguaggio del funk e della library italiana in chiave contemporanea.
La prima nuova incursione è quella in Sandokan, reboot in otto episodi della storica saga televisiva: un progetto che ha richiesto due anni di ricerca e cesello sonoro, culminato in una colonna sonora che spazia dal sinfonico al sintetico, dall’esotismo orchestrale a suggestioni più elettroniche. I Calibro rielaborano anche il celebre tema dei titoli di testa, immergendolo in un immaginario avventuroso e salgariano, ma sempre filtrato dal loro inconfondibile gusto per il groove e per la materia timbrica. Il dialogo con il regista Jan Michelini e il team Lux Vide, in collaborazione con Rai Fiction, segna un ulteriore passo verso una scrittura musicale “di regia”, capace di muoversi tra racconto popolare e produzione internazionale senza rifugiarsi nella nostalgia.
Il secondo titolo, Ellroy vs L.A. di Francesco Zippel (già premiato con il David di Donatello per Friedkin Uncut), in concorso nella sezione Free Style, è invece un ritorno alla comfort zone crime-funk dei Calibro: atmosfere torbide, groove ipnotici, psichedelia urbana. Le musiche, composte e registrate direttamente sulle immagini, accompagnano l’intervista-fiume al maestro del noir americano, restituendo una Los Angeles allucinata e visionaria, specchio sonoro della mente di James Ellroy.