“La stella dentro”: dall’11 al 25 ottobre il Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Caterina Barbieri

18-09-2025

“La stella dentro”: squisita immagine poetico-simbolica che richiama - per dirla con le parole di Caterina Barbieri, direttrice artistica dell’imminente Festival Internazionale di Musica Contemporanea a Venezia all’interno di Biennale Musica - “il desiderio di cose grandi, di vastità. Vibrazione che permea il cosmo e ci attraversa con meraviglia, dalla molecola al moto planetario, il suono trasporta fuori dai confini dell’ego e apre all’incontro con l’altro - l’ignoto”. Una ridefinizione del termine “musica cosmica”, dunque, con minimalismo ed elettronica come punto cardine, poi coniugato attraverso un cartellone mozzafiato in grado di rappresentare il presente sonoro nella sua ricchezza, diversità, inclusività.

Evento di apertura del 11 ottobre “Cry Of Our Guardian Star”, un corteo musicale d’acqua dell’artista multidisciplinare e musicista di origine boliviana Chuquimamani-Condori anzi, meglio, una processione musicale di nove barchini con altoparlanti che attraverserà il canale di Sant’Elena e culminerà davanti all’Isolotto dell’Arsenale in un concerto live di Los Thuthanaka, duo composto dalla stessa Chuquimamani-Condori, destinataria del Leone d’argento, e dal fratello Joshua Chuquimia Crampton. Il giorno successivo, al Teatro alle Tese, la prima mondiale di “The Garden Of Brokeness” firmata William Basinski, il quale re-immagina i tape loops dell’opera omonima datata 2006, per pianoforti a coda, percussioni e motori di vaporetto.

Difficile stanare un evento anche lontanamente trascurabile in questa sessantanovesima edizione; tra i tanti motivi per fare tappa nel capoluogo lagunare la prima europea di “The Expanding Universe”, opera seminale concepita nei seventies dalla compositrice di elettronica analogica Laurie Spiegel e qui reinterpretata dal newyorkese Dither Quartet il giorno 16 al Teatro Malibran;  il concerto di Meredith Monk - Leone d’oro alla carriera e istituzione di un minimalismo a cavallo tra musica e performing art - che sarà accompagnata per l’occasione da Katie Geissinger e Allison Sniffin; la rara apparizione del Kamigaku Ensemble fondato da Catherine Christer Hennix, il 23, il quale si riunisce per una speciale performance site-specific in omaggio alla geniale compositrice svedese scomparsa nel 2023; il drone metal apocalittico dei Sunn O))), il 24, in una serata di estremismi al Teatro alle Tese preceduta dall’opera site-specific in prima mondiale “Resonanti Vessel” del giapponese Fujiiiiiiiiiiiita.

“Nell’estasi dell’ascolto, anche le nozioni di tempo e spazio si dissolvono - precisa Barbieri - la musica ci insegna molto sulla relatività e i limiti della percezione umana. In questo, è simile a Venezia e alla sua vocazione alla mutevolezza: i giochi di riflessi, le fughe prospettiche, il movimento perpetuo di acqua e luce che dissolve i confini e apre allo spazio del molteplice e dell’infinito”.

Per ulteriori informazioni: www.labiennale.org/it/musica/2025

Immagine: Sunn O))) (foto di Angela Betancourt)

Stephen O’ Malley – Sunn O))) su OndaRock

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