"Ciao. Ciao.
Dopo quasi 16 anni di malelingue e decisioni prese senza pensarci troppo, Geoff ha deciso di lasciare i Beak>. I nostri concerti in Gran Bretagna ed Europa di quest'anno, insieme a quelli previsti negli Stati Uniti all'inizio del prossimo anno, saranno gli ultimi con lui".
Nel loro quarto lavoro, ">>>>" Barrow, Billy Fuller e Will Young proseguono nella rivisitazione del kraut-rock in salsa Bristol/post-rock. Imperturbabili, ambigui secondo natura, densi e pronti a slanci d'innocente ingenuità, i Beak> realizzano l'album più eclettico, imperscrutabile ed elaborato della loro carriera. Le polverose sonorità dei vetusti e consunti sintetizzatori di Billy Fuller, il chiacchiericcio delle chitarre di Will Young, più inclini a tessere dei groove che a mietere vittime tra gli amanti degli assolo, il canto svogliatamente noir e saturo di Geoff Barrow sono gli elementi base di un album dove lo stesso termine groove diventa obsoleto, avendo i Beak> infranto anche quest'ultima barriera. Inutile districarsi in cerca di un appiglio melodico, la seduzione di ">>>>" è racchiusa in angosciose cadenze di synth che cedono il passo a cupi intrecci di basso e chitarra che inseguono una melodia minimale ed evanescente.