Instagram

12-10-2025
Dean - "Instagram"
(singolo digitale, 2017)



Kwon Hyuk (권혁), in arte Dean, è uno dei nomi più importanti della musica sudcoreana contemporanea, benché la sua attività sia andata gradualmente diradandosi, in maniera direttamente proporzionale all'allontanamento della sua figura dai media.
Emerso da dietro le quinte, dopo aver lavorato sin da giovanissimo come produttore e autore per altri, Dean ha finito per tornare nell'ombra dopo aver probabilmente constatato come la luce dei riflettori non facesse per lui. La Corea del Sud è del resto uno dei paesi al mondo che pone più pressioni sui grandi nomi dell'industria dello spettacolo, come è già stato raccontato su OndaRock nel recente articolo "Il lato oscuro del K-pop": è comprensibile non voler rimanere invischiati in quel misto di isteria, ansia da prestazione, ritmi di lavoro forsennati, perdita della privacy, timore che ogni parola pronunciata e ogni singolo movimento possano provocare uno scandalo, oltre all'eventualità, nel peggiore dei casi, di subire maltrattamenti da parte di manager, discografici e altre persone in posizione di potere.

Nel 2017 l'artista realizzò una canzone che raffigurava in pieno il suo disagio verso questo mondo, programmaticamente intitolata "Instagram". All'epoca il suo nome era già piuttosto diffuso presso il grande pubblico: l'anno precedente il suo primo Ep, "130 Mood: TRBL", aveva raggiunto il numero 10 nella classifica degli album di Gaon e pochi mesi dopo il brano "Come Over" si era arrampicato fino al numero 6 fra i singoli.
Complici un video ormai considerato fra i classici del K-pop e un testo che ha evidentemente toccato le corde di molti giovani suoi coetanei, "Instagram" entrò direttamente al numero 1, accumulando nel corso del tempo due milioni e mezzo di download, oltre a generare attenzione anche all'infuori dei confini nazionali (a oggi vanta 184 milioni di streaming su Spotify e 166 milioni di visite su YouTube, sommandone i diversi video).

Dato il riserbo che da sempre cerca di mantenere, c'è un po' di confusione su chi abbia aiutato Dean nella realizzazione del brano: stando alle attribuzioni sulle piattaforme di streaming, come Tidal o Spotify, il brano è stato scritto da Deanfluenza, Highhopes, 2xxx!, Chekparren, Jusén, Miso e Reone. 
Deanfluenza è semplicemente un ulteriore pseudonimo di Dean, mentre gli altri sono i suoi compagni del Club Eskimo, collettivo di musicisti indipendenti che si muovono fra r&b, hip hop e indie pop, aiutandosi a vicenda nelle rispettive pubblicazioni. 
2xxx!, ossia Kim Han-sang, è un produttore che ha all'attivo due album e due Ep, pubblicati fra il 2017 e il 2023. 
Chekparren, ossia Cho Dae-hee (noto difatti anche col moniker Daehee), è un dj senza pubblicazioni a suo nome, a eccezione dei featuring con i diversi musicisti a cui ha prestato aiuto. 
Jusén, ossia Kim Juseon, è un produttore che ha abbozzato un timido tentativo come cantante prima di tornare dietro le quinte (l'unico brano uscito a suo nome, scritto insieme a Dean, si intitola "Dust"). 
Miso, ossia Kim Miso (da non confondere con l'omonima influencer), è una cantante e produttrice con un album, un Ep e diversi singoli pubblicati dal 2016 a oggi. 
Reone, ossia Lee Won-seok, lavora come produttore dal 2013 (il suo nome d'arte appare spesso nella variante grafica Re:one) e non vanta pubblicazioni proprie.  

Rimane il mistero su Highhopes: l'unica fonte disponibile al riguardo, nel database di Nautiljon, lo indica come un gruppo di produttori di cui fanno parte i già citati Chekparren e Re:one, insieme a Jeffrey Yoo. Si tratta di un'informazione probabilmente errata, dato che Yoo non è un musicista, ma un manager (è colui che ha aiutato Dean a emergere e a firmare per la Universal). L'ipotesi più sensata è che Highhopes sia un nome fantoccio utilizzato dai membri del Club Eskimo, non a caso ricercando il brano negli archivi delle società di gestione dei diritti d'autore, risultano soltanto i sei intestatari già presentati.
Non è dato sapere in che misura ognuno di loro abbia contribuito al brano, la cui produzione è peraltro attribuita al solo Dean, a riprova della sua necessità di esercitare un controllo assoluto sul proprio operato (comprensibile, in un mondo come quello del K-pop, dove molti artisti sono poco più che marionette).

Il brano, uno dei gioielli dell'R&B contemporaneo, si apre con un canto di grilli, a dettarne l'atmosfera notturna, mentre nel primo minuto Dean canta delicatamente su una chitarra elettrica dal suono limpido, segnata da sfumature jazz. Dopo una parentesi a bassa fedeltà di qualche secondo, in cui il suono si fa gracchiante, entra il resto dell'arrangiamento: ritmo programmato, battiti di mani e una linea di basso reggono la struttura portante, lasciando una notevole quantità di vuoti, che vengono riempiti da piccoli suoni relegati in sottofondo, quali vocalizzi (alcuni filtrati, altri echeggianti, altri mozzati e mandati in loop), fischi elettronici, ronzii e rumori ambientali. 
Grazie a questi accorgimenti, ai saliscendi d'intensità della voce di Dean, screziata di soul, nonché alle variazioni di andamento (piccole accelerazioni, pause, ripartenze ora graduali, ora improvvise) e alla composizione ricercata [nota], il brano sviluppa un dinamismo sorprendente, pur rimanendo sostanzialmente scarno come impatto sonoro e senza dare mai la sensazione di strafare, come fatto notare a suo tempo dal giornalista Austin R. Ryan per Lemon Wire.
È una scelta che si adatta perfettamente alla malinconia del testo, che descrive le insicurezze e le ansie che i social network basati sulle immagini, come appunto Instagram, hanno innestato in un'intera generazione:
So che il domani sta arrivando,
ma non riesco a lasciare il telefono,
il sonno non vuole arrivare,
così sono su Instagram, Instagram di nuovo.
Così tante persone fighe qui,
alcune sono andate in vacanza,
non ho cliccato "mi piace",
perché mi sembra che solo io sia così
qui dentro, su Instagram, Instagram.
È un problema, un problema
in tutto il mondo,
è la stessa canzone d'amore,
ma non riesce a raggiungermi,
dentro la mia notte
ci sono troppi pensieri.
È complicato
cambiare così spesso,
voglio smettere,
questa maledetta era dell'informazione
è andata veramente storta,
ultimamente sembra che sapere di più
sia doloroso.
Più vado avanti,
più è difficile,
mi chiedo se solo io sono così.
Oltre ai club,
oltre ai film, non c'è altro?
Alla fine, [rimango] nel mio quartiere.
Nel mio cuore c'è un buco,
niente lo può riempire,
sto affondando adesso
dentro un mare quadrato.
Tutta la notte a buttare il tempo così,
qui dentro, su Instagram.
[Sono] solo, solo, così solo,
è sempre così difficile,
non è possibile, non è possibile, dentro a questo feed
c'è soltanto un mondo lontano da me.
Foto caricate inutilmente,
dietro ci sono nascosti i miei sentimenti,
ma nessuno lo sa,
sto vagando di nuovo
qui dentro, su Instagram.
Beh, e tu come stai ultimamente?
Io ancora non riesco a dormire.
I tuoi capelli corti sono davvero belli,
ma non ho cliccato "mi piace"
perché mi sembrava un po' buffo.
Tutta la notte a buttare il tempo così,
sul tuo Instagram
Il brano avrebbe dovuto far parte di un album, annunciato e poi rimandato da Dean più volte, fino a quando se ne è persa notizia. A oggi, dopo otto anni, Dean ha pubblicato solo qualche altro singolo sparso, il che comunque non toglie nulla al suo peso all'interno della scena locale: artisti come 4bout e Aleph sono sue palesi emanazioni e ne portano avanti le intuizioni con grande creatività, laddove lui, che ne è la fonte, ha preferito defilarsi.

[nota] Su questo si potrebbe scrivere un articolo a parte, fra tensioni armoniche, accordi slash, cadenze sospese, transizioni cromatiche, e via dicendo.

Dean su OndaRock

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