Dopo sette anni di silenzio, il terzo album dei Pale Lights è una piacevole sorpresa per gli amanti del
jangle-pop più
naif e crepuscolare, arte che il gruppo americano ha nobilitato con candore e naturalezza.
Peccato che “Waverly Place” sia solo un campionario ben assortito di registrazioni estrapolate da compilation e singoli pubblicati sino ad ora in solo formato digitale, e non un vero e proprio album di nuove composizioni.
Rimasterizzate per la pubblicazione su vinile in
limited edition da Ron Harrity, con brani selezionati e compilati dai componenti della band, le tredici canzoni scorrono con la già nota poetica agrodolce, tra accordi di chitarre brillanti e tirate a lucido, ritmiche vellutate e fluide come l’acqua di un placido fiume, melodie che profumano di caldo primaverile e gentili sbuffi di vento, e una scrittura che pesca a piene mani nei
Belle And Sebastian, negli
Orchids e nei
Go-Betweens con un’eleganza che crea ammirazione.
Che Phil Sutton (in passato membro anche dei
Comet Gain) si sia interessato alla pubblicazione di questa raccolta è un buon segno per i non pochi fan del gruppo, ma le avvisaglie di un nuovo album dell’altro progetto collaterale, Love Burns, non fanno sperare in un ritorno dei Pale Lights, ragione in più per abbracciare con piacere questa compilation di rarità e singoli. Brani come “You And I” e “Come In The Spring” sono piccole delizie
jangle-pop. Un’ulteriore nota di plauso va speso per la ballata in stile
Felt “Through The Lychgates”, per il rimarchevole
refrain della
title track e per la disarmante eleganza armonica di “Ghost Of Youth”.
“Waverly Place” è un disco che piacerà ai fan dei Pale Lights e ai cultori di quel mix tra
jangle-pop e
twee-pop in voga sul finire degli
anni 80. Ai neofiti è raccomandato un approccio diretto con i primi due album, per poter apprezzare fino in fondo la raffinata dolcezza delle composizioni e le pregevoli armonie vocali della band americana.