Non temete: Franck Richard (batteria), Marc Aumont (basso), Julien Henry (chitarra) e Maxwell Farrington (voce) non hanno alcun responso certo al quesito posto dal titolo del loro nuovo album.
La formazione di Saint Brieuc (Francia), dopo un graffiante esordio noise-rock, "Slot Logic", scende a patti con la formula pop con il solo scopo di offrire un eterogeneo e stimolante set di canzoni dal robusto impatto sonoro e non prive di soluzioni ardite.
Il risultato è intrigante e a tratti sfuggente. Brani dal tono epico da rock-stadium come "My Shangri-Laaa" si alternano senza pudore a geniali e colte intuizioni folk-pop ("Satellite") e scariche adrenaliniche in perfetto stile pop-punk ("Taiwan, Ireland And Japan").
Nessuna nuova, buona nuova: solo undici canzoni alle quali dedicare un fugace ma piacevole ascolto, apprezzando le velleità garage-pop della saltellante "Clink And Cluster", la provocazione rock'n'roll-punk di "Burning Desire" e, perché no, anche le notturne atmosfere alla Nick Cave/Saints dell'ebbra ballata "Voilà Now You're Old".
"What Is Pop Music Anyway?" è un album concepito con l'intento di mettere insieme un discreto repertorio per le future esibizioni live. L'irruenza di "Bricks" e le frivole asprezze di "Make It In The Morning (Shake It In The Night!)" sono senza dubbio idonee alle dieci regole del pogo.
I Dewaere forse non hanno risposte, ma offrono quantomeno qualche buon argomento di discussione. Non molto in un anno ricco di effervescenze pop-rock, ma anche l'onestà e la sobrietà a volte hanno una loro ragione d'essere.