Fujiya & Miyagi - Artificial Sweeteners

2014 (Yep Roc)
electro-pop, kraut-pop
Quando l’afa estiva diventa insopportabile qualsiasi bevanda ghiacciata o fredda sembra aver un gusto diverso dall’ultima volta che hai detto: non berrò mai più questa bibita immonda. Fujiya & Miyagi devono aver intuito che servita fredda la loro musica risulta quantomeno rinfrescante, ma quello che concretamente rende per un attimo (o due al massimo) la cosa più gustosa, è la loro abilità nel pescare il ghiaccio nei meandri del kraut-rock.

Il loro intrattenimento sonoro è passato dalle trasparenze (“Transparent Things”) ai giochi di luce artificiali (”Lightbulbs”) sino a usare giochi di prestigio per rinnovare le forme di ghiaccio ormai sciolte (“Ventriloquizzing”). Nonostante la loro proposta suoni sempre stimolante e attraversata da sprazzi di buon gusto e di intelligenza, i loro album però sono sempre avvolti in un dualismo che oppone intuizioni brillanti al vuoto totale, e purtroppo “Artificial Sweeteners” non tradisce le regole.
Le colpe sono da ricercare anche nella scelta di aumentare la dose di funky e techno con risultati che non entusiasmano (“Flaws”) o che disturbano (“Acid To My Alkaline”), e soprattutto nelle pessime performance vocali di David Best. Il tono impersonale più che evocare atmosfere glaciali scivola nella pigrizia, come nella orribile title track: non è infatti un caso che il primo brano rimarchevole sia quella “Rayleigh Scattering”, dove gli strumenti la fanno da padroni, e la immancabile perla è l’altro strumentale “Tetrahydrofolic Acid”, dove viene recuperato il minimalismo di Terry Riley, incrociato ai Can.

Le tentazioni funky del nuovo corso risultano efficaci solo nella groovy “Little Stabs At Happiness”, mentre la loro maestria del crossover tra pop e kraut-rock viene celebrata nell'algida (e, questa sì, molto dissetante) “Daggers”, ma il problema principale dei Fujiya & Miyagi resta la loro impossibilità di superare più di un paio di ascolti. Il loro potere rinfrescante è indiscutibilmente legato alla vostra sete, ma solo se sapranno recuperare i cubetti di ghiaccio migliori (trasparenti come il titolo del secondo album?) la loro musica tornerà a essere più che un ingegnoso passatempo.

Tracklist

  1. Flaws 
  2. Acid To My Alkaline
  3. Rayleigh Scattering
  4. Artificial Sweeteners
  5. Little Stabs At Happiness
  6. Tetrahydrofolic Acid
  7. Daggers 
  8. Vagaries Of Fashion 
  9. A Sea Ringed With Visions


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