Golden Retriever - Seer

2014 (Thrill Jockey)
ambient-jazz, progr electronic
“Petrichor”, prima traccia di questo nuovo parto del duo di Portland (il secondo rilasciato dalla Thrill Jockey), è un esperimento di just-intonation che mira alla generazione di emissioni otoacustiche, pronte a rapirci in una vertigine ipnotica che va attirando a sé cosmiche fluttuazioni Schulze-iane.

Distaccandosi dalle performance non proprio convincenti dei due precedenti lavori, “Seer” è un disco in cui Jonathan Sielaff e Matt Carlson ritrovano il gusto di sperimentare, producendo texture godibilissime, nate dalla combinazione di elettronica modulare e clarinetto basso filtrato.
Il panorama offerto da “Sharp Stones” nasce da un ibrido di pulsazioni sintetiche e austere declamazioni space-jazz, mentre in territorio new age si spinge la contemplativa “Archipelago”, costruita giustapponendo registrazioni sul campo di uccellini cinguettanti, una linea desolata di clarinetto e fibrillazioni digitali. Lentamente, l’intensità delle fonti muove verso un crescendo dal sapore sinfonico, lo stesso che caratterizza da cima a fondo le trame fiduciosamente estatiche di “Flight Song”.

Man mano che i minuti scorrono, si materializza un percorso emotivo ben delineato che, tuttavia, avrebbe meritato miglior chiusa, perché i dodici minuti e rotti di “Superposition”, oltre a essere un po’ troppi, hanno anche il difetto di essere meno creativi di quelli degli altri quattro brani.

Tracklist

  1. Petrichor
  2. Sharp Stones
  3. Archipelago
  4. Flight Song
  5. Superposition 

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