La pausa di riflessione – solo musicale, senz’altro – della
coppia Peris si completa con l’uscita di un disco solista di Don, non nuovo a queste pubblicazioni, essendo ormai giunto alla quarta uscita. Con questo esperimento di sdoppiamento, si comprende forse anche il limite di quanto possono esprimere i due coniugi, quando separati.
La musica di Don, ad esempio, è da sempre preda di un elegante formalismo, di un canovaccio di malinconia e di uno stile nostalgico, dalle tinte felliniane (“Concertina”). Una sensibilità indubbiamente elevata, una visione insieme semplice ed erudita, eppure mai in grado di sconvolgere il cuore, come nei migliori
Innocence Mission.
“The Old Century” rappresenta comunque un lavoro condotto con mano sicura d’artista, con arpeggi che risuonano adagiandosi compostamente su tenui vertici emotivi (la novella infantile di “Bicycling”, i toni latini di “Marisol”), tra lontani veli sintetici (“PennyLand”) e scroscianti accenni percussivi (“Ranger”). Alla prossima, Don.