Battagliero fin dal titolo, il nuovo lavoro del duo tedesco è uno dei dischi più
heavy da loro partoriti, grazie anche alla collaborazione di Mille Petrozza (Kreator) alla chitarra e di Stefan Schwarzmann (Accept) alla batteria.
Lungo i dieci brani del disco il lato metallico prende infatti il sopravvento, sebbene sia inserito in un quadro che include un po' tutti gli elementi del Lacrimosa-sound emersi nel corso degli anni.
All'interno di "Revolution" troviamo infatti il gothic sinfonico ("Irgendein Aarsch Ist Immer Unterwegs", "Weil Du Hilfe Brauchst"), ma anche il minimalismo degli esordi ("Refugium") e il metal con voce femminile ("If The World Stood Still A Day"): questo undicesimo lavoro non difetta di varietà, e l'innesto di sonorità più robuste produce esiti talvolta interessanti, in particolare, la potente ed emozionante "Verloren", che è uno dei loro migliori brani di sempre.
Il sovraccarico sonoro genera però anche ibridi meno riusciti, come nel caso di "This Is The Night", e pezzi che snaturano lo stile del gruppo: "Feuerzeug", la cui atmosfera ruspante disperde del tutto la drammaticità tipica dei Lacrimosa, o la title track che, con le sue chitarre iper-compresse, strizza l'occhio all'industrial-metal più scontato.
Un po' troppo sacrificata, infine, la voce di Anne Nurmi, presente soltanto in pochi passaggi.
Il sound dei Lacrimosa è frutto di un compromesso fra diverse influenze musicali, anche distanti fra di loro: un "equilibrio" che in "Revolution" a tratti vacilla; il risultato è un album discontinuo, la cui struttura eterogenea cela probabilmente una natura interlocutoria. Il prossimo lavoro del gruppo di Tilo Wolff ci dirà di più sul percorso che ha deciso di intraprendere.